martedì 2 luglio 2013

Domino

Penso che il domino sia un pò come i Mandala buddisti. Il Mandala rappresenta, secondo i buddhisti, il processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro e attraverso un articolato simbolismo consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente. Dopo un lungo e laborioso processo di realizzazione, dopo un certo periodo di tempo, il mandala viene semplicemente "distrutto", spazzando via la sabbia di cui è composto. Questo gesto vuole ricordare la caducità delle cose e la rinascita, essendo la forza distruttrice, anche una forza che dà la vita.

Ci vuole molta pazienza per realizzare un mandala, ma molta anche per realizzare un domino.


Molta...


pazienza. Ma il risultato è sempre affascinante e lascia senza parole, ammirando il lavoro certosino di chi lo esegue. certamente la moderna tecnologia ci ha aiutati a creare domino sempre più grandi, ma di lavoro per l'uomo ne rimane.


sabato 29 giugno 2013

Andy Warhol eats Hamburger

[...continua...]

La scena, di incredibile compostezza, appare nel film “66 scenes from America” del regista danese Jorgen Leth, uscito nel 1982. 

Leth aveva mandato il suo assistente a comprare alcuni hamburger e si era esplicitamente raccomandato di comprare quelli con le confezioni meno vistose, quasi neutre. Leth era preoccupato che a Warhol alcune marche non andassero bene, avendo sempre avuto un’ossessione per le sue preferite. Quando Andy Warhol arrivò allo studio, con le sue guardie del corpo, e vide la selezione di hamburger che l’assistente aveva comprato, chiese: «Dov’è quello di McDonald’s?» e Leth – un po’ agitato – rispose subito «Pensavo che magari non avresti voluto identificarti…» e Warhol rispose: «no, è che quello ha la confezione più bella di tutte» Leth propose di mandare in fretta l’assistente da McDonald’s a prenderne uno, ma Warhol rifiutò:«Fa niente, prendo quello di Burger King»


[...continua...]

giovedì 27 giugno 2013

We're lovin it



Il piacere del palato e la buona cucina sono ormai da tempo al centro della scena mediatica. Tv, romanzi, cinema e fiction esaltano il potere sensuale del cibo e, per goderne al meglio, propongono a ritmo continuo trasmissioni e storie che ruotano intorno alla cura delle preparazioni, alla scelta degli ingredienti e agli infiniti modi di armonizzarli con spezie ed aromi. L'argomento cibo e piacere non è certo nuovo ed è stato da sempre motivo d'ispirazione, ma la novità consiste in quanto ormai sia diventato un tema di massa, onnipresente e modaiolo.
Si sa che le mode sono cicliche e prima o poi anche questa spinta culturale verso l'alimentazione, la cucina, le ricette della casalinga perfetta, i foodblog, passeranno in secondo piano.

Già ai tempi della mia tesi sulle VerticalFarm analizzavo come la società si stesse muovendo intorno alla tematica sia socialmente sia scientificamente (mi dovrei rileggere alcuni pezzi della mia tesi).
Di certo la miriade di eventi che nascono, crescono, si riproducono, muoiono in Italia ed in particolare a Milano possono essere in qualche misura legati ad Expo2015 (che va beh io l'ho dietro a casa e per ora sulla gestione ne potrei dire di cotte e di crude, salvando ad ogni modo la tematica), ma è chiaro che c'è di più.

Alcuni tips sulla tematica dell'ultimo periodo:

Già avevo trattato di Mc Donald's in questo blog
Il video prodotto dall'ufficio marketing di McDonald's Canada lo trovo molto interessante. Ovviamente è a fini pubblicitari, ma è simpatico vedere come funziona la costruzione dell'immagine falsa del panino di più famoso e globale dell'ultimo secolo. La giustificazione? Sono gli stessi ingredienti (vero) ma sono preparati e disposti in maniera diversa. Vero, mica in un fast food possono mettersi lì a metterti la cipolla con la pinzetta!


Però una cosa si deve dire: almeno in Italia, a causa anche dei contratti che sono stati stipulati quando McDonald's è entrato nel nostro paese e ha assorbito il nostro Burgy, la qualità dei prodotti è selezionata (almeno da aziende italiane come la Montana. Poi se le nostre aziende hanno le loro truffe, ad una certo punto è inutile cercare capri espiatori) e una multinazionale mica è così scema da non utilizzare buone materie prime, anche se poi vengono cucinate male. 
Ad esempio il pollo: i migliori tagli dell'Amadori vanno a Mc, ristoranti e supermercati. Il pollo 10+ è quello che poi trovate da Mc anche se in forma sospetta. I lotti peggiori vanno ai "posizionatori" (se non ricordo male il termine, chiedo venia) che smerciano i tagli nei mercati rionali e agli Inglesi, che si sa che basta che prima respirasse.


Mentre guardavo questo video ero seduta in un McDonald's, anche se a bere un thè freddo. 
Altra riflessione sui fastfood fatta in questo periodo di magra è quello del prezzo. Tutti sappiamo che ci sono enormi studi intorno al prezzo del Big Mac, alias Indice Big Mac introdotto dall'Economist nel lontano 1986 e base su molte analisi sulla parità dei poteri d'acquisto nei diversi paesi del mondo. Anomalia tutta Italiana in questi anni di crisi il nostro paese era l'unico che si poteva permettere che i prezzi non venissero tagliati (lontani sono i tempi del menù completi a 4,90) ma anzi aumentassero! Ed era il panino più costoso nell'area europea. 

Recentemente Mc ha fatto una campagna totalmente contraria e ha cambiato la propria politica:

_ha incentivato i menù e prodotti salva euro, anche se non contengono più prodotti solo ad 1 euro, ma diciamo stanno sotto i 2:

_ha reintrodotto i ticket e buoni pasto, cosa che da anni (decennio?) aveva tolto, ma la grande diffusione di questo metodo di pagamento di certo gli aveva tolto parecchi acquirenti;

_ha introdotto nuove formule di menù come quello a 4,90 che comprende Big Mac e cocacola, e se aggiungi un euro qualcosa in più, un risparmio sicuramente rispetto alla spesa media di 7 euro.

Sulla medesima scia anche Burger King ha introdotto per la prima volta prodotti salva euro. 
Un paio di sere io ed un mio amico abbiamo provato a fare una cena in due spendendo massimo 10€.
Al Mc abbiamo preso panini a 1 euro di ogni tipo, patatine piccole, acqua. Serata speciale ci hanno regalato una fetta di torta al McCaffè.
Al BurgerKing abbiamo preso anche lì i panini a poco, una cocacola e le coroncine di carta. Niente torta, ma abbiamo risparmiato calorie e ci siamo divertiti con le nostre corone.


we're lovin it, no?

[continua..]

martedì 25 giugno 2013

martedì 18 giugno 2013

Sottovoce



E grazie Spotify l'ho trovata

Sottovoce, piano piano, adesso qui da solo
guardo la luna che mi tenta, ma non prende il volo
ma cara mia resto seduto e scrivo una poesia
alla città che dopo tutto è ancora casa mia.

A questo strano insieme di palazzi uguali,
a questo cielo e ai suoi troppi temporali,
dove se vuoi restare veramente solo
a farti un giro in centro te ne vai.

A questo posto fatto di 
chi si veste bene,
chi si veste male,
chi al locale preferisce un bel centro sociale,
ma se stai nel mezzo sei tagliato fuori,
da chi o da cosa ancora non si sa.

E poi le piazze.
Milioni di ragazzi fuori,
però non fatelo sapere ai loro genitori,
che c'è qualcuno fra di loro che si perderà
in qualche buco di questa città.

Sottovoce, senza luce,
piano piano
io ti parlo di questa città.
[X2]

Io l'ho vissuta.
Ed ho provato gioia e poi sgomento,
nelle vetrine trasformate in letti di cemento,
caldo e freddo, come le realtà,
le due facce di questa città.

E sono partito anch'io,
da questo porto senza mare,
per ogni anima che arriva una se ne vuole andare via,
fuggire via,
volare via,
da che cosa neanche lei lo sa.

Sottovoce, senza luce,
piano piano
io ti parlo di questa città.
[X2]

Sottovoce, piano piano, adesso sono in volo.
Guardo la notte di Milano e aspetto un sole nuovo.
E se nel buio i miei pensieri si confondono
io chiudo gli occhi e non ci penso più.


-Sottovoce, Vincenzo Monti
1998




15 anni per trovarti e riascoltarti.
Grazie





lunedì 10 giugno 2013

Una sera dietro il bancone di un bar..il Magnolia



[IL VESTIARIO]

Donna:"Ciao. Dove trovo gli impermeabili?"
S:"Non li vendiamo"
Donna: "Ma gli altri lo hanno!"
S: "Non sono nostri"
Donna: "Io lo voglio, ora!"
S:".."

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Donna:"Quanto viene?"
S:"Cosa?"
Donna: "La tua felpa! Me la vendi?"
S:".."

{N.d.R. E siamo a due persone che vogliono comprarmi cose che guido od indosso in una settimana

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Uomo (fradicio):" Mi vendi una maglietta del locale?"
S:"Non le abbiamo. Ma se vuoi al Banchetto di RockIt puoi trovare quella del festival"
Uomo:"Dove?"
S:"Il primo stand sulla sinistra uscendo"
Uomo:" E' vicino?"
S:"Sì, è appena uscito. Pochi passi"
Uomo:"Ok. Quanto?!"
S:"..poco, .."
Uomo:"No. In metri!"
S: "...nove virgola sei..."
Uomo: "Allora posso arrivarci. Ciao"

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-----

[DOV'è IL BAGNO?]

Uomo: "Signorina...ehm..dove posso..ehm..si, trovare...ehm..quello...ehm...l'orinatoio"
S:"...sinistra"

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GGGiovani che parlano appoggiati al bancone

GGGiovane 1:" Quella BIP! BIPBIPBIPBIP, le metterei un BIP nel BIP. BIPBIPBIPBIPBIPBIPBIP se la becco BIPBIPBIPBIP"
GGGiovane 2:" BIP! Hai ragione, BIP! BIPBIP, quella è solo BIPBIPBIP"

...[qualche BIP dopo]...

Uomo:"Scusa, il cesso?"
S:"Sinistra"
Uomo:"Grazie mille"

GGGiovane 2:"Che schifo. Hai sentito? Che volgare, ha detto 'cesso'"
GGGiovane1: "Che modo..si dice bagno o toileTTE! Comunque, BIP sono incazzata. Quello BIP..BIP...BIIIIIP.."
S:"..."

-----

Uomo (oltre la cinquantina, in giacca e cravatta): "Signorina"
S:"Salve"
Uomo:"Un caffè"
S:"Ecco a lei. Buona serata"
Uomo: "Ah, cortesemente il bagno"
S:"a sinistra"
Barista donna 2: "...Salve?...Hai detto Salve?"
S:"Boh. Può essere"
Barista 2: "Ohmiodio ha detto Salve! ..Salve!..Hai veramente detto Salve?? In qusto posto? Salve? Proprio qui?!! Oh-mio-dio, qualcuno ha detto Salve qua dentro...Salve.."
S:"..."

-----
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[DONNE CHE SCRIVONO TROPPO]

Uomo:"Perchè voi donne scrivete tanto?"
S:"Perchè?"
Uomo:"Una mi ha scritto un messaggio di venti-sei-righe!"
S:"Avrà molto da dirti"
Uomo"La cosa più lunga che voglio sentirmi dire è 'sono pronta'"

...[...]...

S:"Spesso sono stata rimproverata da uomini perchè non scrivevo abbastanza in un giorno"
Uomo:"Minchia"
Barista 2:"Bah, pure io. Non sono molto comunicativa in via telematica, neppure con il mio ragazzo"
Uomo:"Solo io non becco gli iceberg!"
S e Barista 2: "..."

-----

Donna intenta a scrivere sul cellulare che non bada a dove cammina

Donna:"O scusa"
1
Donna:"Scusami"
2
Donna:"Scu'..niente"
3
...[50cm e altri 4 colpiti dopo]...

Donna:"Eh che cazzo! Vi levate dai coglioni. Sto scrivendo!"
S e Colpito n° 8:"..."

-----
-----

[MI FAI...]

Uomo:" Mi fai un ginlemon"
S:"Non facciamo cocktail da questa parte"
Uomo:"Ok. Allora un Jack e Cola"
S:".."

-----

Donna:" Ciao con questo (gettone) cosa posso prendere?"
S:"E' per gli analcolici. Tipo i succhi di frutta e la Cocacola"
Donna:"Ok. Una birra allora"
S:".."

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Donna:"Ciao. Una grappa"
S:"Mi spiace, è finita"
Donna:"NON AVETE LA GRAPPA?!"
S:"No"
Donna: "Ok. Un limoncello ghiacciato"
S:"Spiacente non lo abbiamo"
Donna:"NON AVETE IL LIMONCELLO GHIACCIATO?!"
S:"Sambuca?!"
Donna:"Ohdiosiperfetto" (saltellando e battendo le mani)

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Uomo (di colore):"Un negro. Come me!"
S:"..?"
Uomo:"Montenegro..."
S:"ah..scusa"

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Donna: "Una birra chiara con Sprite"
S:"Le birre sono al chiringuito appena fuori e non abbiamo la Sprite. Puoi chiedere la Lemonsoda"
Donna:"Ma io voglio la Sprite"
S:"Mi spiace, ma.."
Donna:"Ora vai dietro e la trovi!"
S:"..."

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Donna: "Potete farmi dell'acqua calda con limone?"
Barista 2:"Di caldo facciamo solo il caffè"
Donna:"Ah, e un thè no?"
Barista 2:"No. Solo caffè"
Donna:"Allora del latte caldo"
S e Barista 2:".."

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Donna: "Qui si mangia qualcosa?"
S:"Di là puoi mangiare pizza, patatine e hamburger. Vicino all'ingresso, al MIMANGI, panini o vari fritti, come calamaretti, olive ascolane, verdure,.."
Donna:"mmmm...insalata?"
S:"..credo tu sia nel posto sbagliato"
Donna:"Forse posso chiedere a quelli dell'hamburger di togliermi il resto e darmi la lattuga"
S:"..forse"

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Donna:"Ciao. Mi fai un bicchiere di acqua? Frizzante!"
S:"Ecco"
..[Dopo poco]..
Donna: "Ciao mi rifai l'acqua frizzante?"
S:"Certo!"
..[Dopo poco]..
Donna:"Mi si asciuga subito la gola. Un bicchiere di acqua. Frizzante, mi raccomando"
S:"A te"
..[Dopo poco]..
Donna:"Di nuovo qui!"
S:"Frizzante!"
Donna:"No. Sono carica. Ho bisogno di qualcosa che mi dia una scossa. Vado di liscia!"
S:"Vodka?"
Donna:"Nooo..Acqua! Vodka è troppo"
S:"Wow!"

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Uomo:"Un bel bicchiere di Braulio!"
S:"Ecco"
Uomo:"Mi ci metti la granatina?"
...[Guardo la Barista 2, che alza le spalle e prendo la bottiglia]...
Uomo:"No, la granatina!"
S:"E questa cos'è?
Uomo:"Noooooooooo, la granatina!!..Voglio il ghiaccio!!"

mercoledì 24 aprile 2013

Lettera all'Ordine


Questa lettera è stata inviata all’Ordine degli Architetti di Milano.
Chi ritiene di poter sottoscrivere questo testo, scriva il suo nome nei commenti e lo aggiungeremo in calce alla lettera.
-
Gentile Presidente Daniela Volpi,
siamo un gruppo di architetti iscritti all’Ordine da poco meno di dieci anni.
Da qualche giorno abbiamo ricevuto la richiesta di pagamento per l’iscrizione all’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano e vorremmo evidenziare le ragioni per le quali non vogliamo pagare questa quota, quest’anno. Si tratta di ragioni sintetizzabili entro due grandi temi: la condizione del lavoro degli architetti e l’importante ruolo culturale che l’Ordine dovrebbe svolgere.
Molti di noi hanno iniziato la propria professione lavorando in studi di architettura di Milano, nei quali ci è stato chiesto di aprire una partita iva per poter essere pagati, nonostante un chiaro rapporto di dipendenza. Questa richiesta è ormai una pratica diffusa a Milano e in Italia in generale, qualsiasi forma contrattuale diversa è ormai un miraggio da molti anni.
Chi di noi ha invece deciso di fare esperienza all’estero ha trovato ben altra situazione con, in alcuni casi, contratti nazionali per gli architetti stesi con il contributo degli ordini professionali stessi.
L’apertura della partita iva come architetto prevede l’iscrizione ad Inarcassa ed il conseguenteuso delle agevolazioni per i primi tre / cinque anni. Queste agevolazioni, invece di aiutare i giovani iscritti, però, si sono naturalmente configurate come un aiuto indiretto agli studi di architettura consolidati, che potevano così mantenere bassi compensi, visti i “limitati” contributi che avremmo dovuto pagare. Al momento di aprire i nostri studi di architettura quelle agevolazioni, studiate appunto per questa situazione, erano purtroppo già scadute anni prima.
D’altronde, in questo momento di grandissima crisi, che colpisce più di ogni altro il settore dell’edilizia (per non parlare dell’architettura, naturalmente) Inarcassa continua il suo piano di aumenti, varato qualche anno fa, innalzando la quota dei contributi minimi di circa 1.000 euro, ovvero del 50% rispetto all’anno precedente. Questi aumenti arrivano incuranti di un momento di forte crisi, soprattutto per le fasce più giovani o per chi, forse stupidamente, ha pensato di investire in Italia dando avvio ad una attività innovativa. Non ci è parso di sentire levarsi dall’Ordine alcuna considerazione in proposito.
Al momento dell’apertura dello studio, poi, abbiamo scritto mail al Comune di Milano, alla Camera di Commercio, alla Provincia, ad Inarcassa, al Ministero dello Sviluppo Economico e, naturalmente, all’Ordine degli Architetti, chiedendo se ci fossero degli incentivi per l’apertura di nuove attività imprenditoriali. In generale abbiamo ricevuto risposte negative, ma gli unici da cui non abbiamo ricevuto alcun messaggio è stato l’Ordine.
In questo momento, dunque, ci risulta più semplice capire anche le ragioni degli studi di architettura, il loro ricorso alle false partite iva, ai bassi stipendi, ai bassi investimenti, che sono dovuti, almeno in parte, alle difficoltà di agire in una realtà che non aiuta certo le imprese innovative.
Anche perchè, contemporaneamente, il mercato del lavoro, nel campo dell’Architettura, è diventato una selva oscura, con altre 6 figure professionali, oltre all’Architetto, abilitate a firmare progetti in Italia e con migliaia di architetti che si laureano ogni anno; con una università che ha abbassato il proprio livello per venire incontro ad una massa di persone che finiscono per non fare il lavoro per cui si sono laureate; con richieste di stage gratuiti di mesi; con clienti che, per la mancanza di cultura generale, pensano che il lavoro dell’architetto sia fondamentalmente inutile o al più decorativo e finalizzato a dare una parvenza di bellezza posticcia agli spazi abitati o, ancor peggio, ad essere una sorta di tassa amara per sbrigare delle pratiche burocratiche di cui non colgono il senso (per le quali noi stessi, spesso, facciamo fatica a carpirne l’essenza). In questo senso abbiamo sempre ritenuto che il ruolo dell’Ordine avrebbe dovuto essere più forte nei confronti di tutti i cittadini diffondendo una maggiore cultura architettonica a partire dall’Università, ovvero dalla formazione stessa ma anche intervenendo più decisamente sull’opinione pubblica .
Il nostro dubbio, allora, si esprime in una domanda: nella nostra attività lavorativa, a cosa ci è servito essere iscritti ad un Ordine professionale?
Per quanto riguarda il ruolo culturale dell’Ordine, non possiamo che notare l’assoluta sconfitta dell’architettura, della progettazione dello spazio, quando osserviamo la città di Milano e in generale il paesaggio, urbano e naturale, italiano.
Negli ultimi anni la crescita della città è stata concessa, senza alcun limite, alla speculazione più bieca, che ha trasformato la complessità urbana in un indistinto susseguirsi di spazi residenziali, di pessima qualità e a costi inaccessibili ai più.
Abbiamo visto costruire un solo edificio pubblico di una certa importanza (o, meglio, quello che è stato l’unico nuovo edificio pubblico per almeno una quindicina d’anni) a Milano, il Teatro degli Arcimboldi, senza alcun concorso pubblico.
Abbiamo visto trasformare i concorsi di architettura in gare d’appalto integrate, e non per progetti di importanza relativa, ma anche quando hanno interessato icone della città come il Teatro alla Scala.
Abbiamo atteso per anni che si costruisse la Biblioteca Europea, unico, nuovo, edificio pubblico ad essere progettato attraverso un concorso (a parte, forse, il Museo del 900, che però è la trasformazione di un edificio esistente), ma ormai dimenticato.
Abbiamo visto riproporsi gli stessi errori per il Museo di Arte Contemporanea, per il Teatro e Museo a Maciachini e per molte altre trasformazioni urbane che non hanno mai ricevuto uno stimolo, da parte delle Istituzioni, affinchè la progettazione di grandi aree urbane avesse una forte qualità per tutti i cittadini ma soprattutto perchè venissero effettivamente costruite.
Ci ricordiamo dei vostri interventi sul Teatro degli Arcimboldi e sul Museo di Arte Contemporanea, ma il fatto che nulla sia avvenuto, ci fa supporre che il parere dell’Ordine abbia un valore assai limitato quando si tratta di progettare la città: a questo Ordine che dovremmo fare affidamento?
Per chiudere, vorremmo ricordarle che con la nostra quota, finanziamo, insieme agli altri iscritti lombardi, una rivista che, nonostante un timido e tardivo tentativo di miglioramento nei mesi passati, sfigura di fronte a qualsiasi rivista europea corrispondente (le conoscerà, ma la invito a sfogliare le riviste dei Collegi di Architettura spagnoli o olandesi) e per di più pare sia a rischio di chiusura o di passaggio cartaceo-web.
Con queste premesse, dunque, ribadiamo che non vogliamo pagare la quota di iscrizione all’Ordine degli Architetti, almeno finchè non ci verrà dimostrata l’utilità dell’iscrizione stessa.
Con noi sono molti altri professionisti, e altri ancora cercheremo di coinvolgere, che richiedono una vostra risposta, ma, soprattutto, un vostro intervento reale, che non sia fatto di parole, che ci faccia capire il perchè di un’iscrizione ad una Istituzione che ci pare sia, fino ad ora, semplice retaggio di un passato che forse non esiste più.
In attesa di un suo cortese riscontro,
Cordiali saluti,
Arch. Diego Terna
Arch. Chiara Quinzii
Arch. Dora Pugliese
Arch. Luca Astorri
Arch. Riccardo Balzarotti
Arch. Luca Moscelli

domenica 21 aprile 2013

Architettura della densità



"Michael Wolf è un fotografo tedesco nato nel 1954. 
Vive tra Parigi e Hong Kong, fa molte cose: ha iniziato come fotogiornalista con la rivista tedesca Stern, ha vinto per due anni il World Press Photo (nel 2005 e 2010) e nel 2010 è stato selezionato per il prestigioso Premio Pictet (è infatti sua l’immagine del catalogo di quell’anno, il cui tema era Crescita). 
Wolf ha collezionato, sotto forma di album fotografici, diversi aspetti della vita quotidiana provando a descrivere il ruolo delle persone sole in mezzo alla massa, soprattutto nelle grandi città. Una serie interessante si intitola Architecture of density ed è una grande collezione di fotografie dei palazzi di Hong Kong. Fotografati da vicino, escludendo qualsiasi riferimento che possa connotarli (dall’inquadratura sono esclusi il cielo e la terra), in maniera piatta, i palazzi, diventano pattern astratti, ripetizioni infinite di moduli architettonici senza persone ma con piccole e mimetizzate tracce di vita umana."













domenica 16 dicembre 2012




Anche quest'anno Milano ha visto la neve. Non come gli ultimi due anni, ma di bianco si è colorata :)

Stagione perfetta per fare chili di biscotti, proprio come oggi: frolla, cacao, cereali e cioccolato, cuduredde, ecc..
Il piacere di qualcosa di dolce, appena sfornato, una calda tazza di thè e il vociare dei ragazzi nel giardino sottostante.

Un momento di pausa in questa vita delirante.


lunedì 9 aprile 2012


Associando il nome della Metropolitana ad una scena. Solo Parigi. Solo Janol Apin.