martedì 30 novembre 1999





Vidi una volta i proprietari di una tale dimora vacillare sull'orlo dello smarrimento dei sensi a causa di tutto quel bianco e leggerezza e sottigliezza e pulizia e nudità e levigatezza. Bramavano disperatamente un antidoto, qualcosa che desse intimità e calore. Tentarono di sommergere i sofà, rigorosamente candidi, sotto una valanga di cuscini di seta dai colori più ribelli e festosi immaginabili, dal magenta al rosa al verde tropicale. Ma l'architetto tornò (torna sempre, come un assassino sul luogo del delitto) e implacabile li reguardì, li svillaneggiò e fece sparire quelle care cosine multicolori"


"Maledetti Architetti", Tom Wolfe

Così inizia il libro. Visto per caso da mia cugina in libreria e, incuriosita, sono andata subito in biblioteca a prenderlo.
Un saggio di storia dell'architettura, dal Bauhaus agli anni '80 (nell' 81 è stato pubblicato il libro), disincantato, che non risparmia nè nomi noti, nè nomi meno noti a critiche, che personalmente condivido per la maggiore ( XD Buongiorno architetto! il buongiorno si vede dal mattino).
Per il momento ho finito il secondo capitolo, quindi non posso dare un giudizio, ma lo consiglio a tutti quelli che vogliono leggere di architettura in modo non serio. ^^


Tom Wolfe fu negli anni '60 uno dei fondatori del New Journalism, lo stile giornalistico in cui i fatti si mescolano con le opinioni personali di chi scrive. Ironico e spietato con le mode e le pose delle élites intelletuali - sua la fortunata espressione "Radical Chic" -, ha scritto tra l'altro The painted World, in cui mette alla gogna gli esperti di arte moderna.


Guardando le sue foto, noto che si veste sempre in bianco. Magari li piacerebbe la casa delle persone della citazione

XD












3 commenti:

panapp ha detto...

Ah ah, povero Mies e povero Gropius! ^_^

Narese ha detto...

Con Gropius ce l'ha a morte! "Il principe d'argento". XD

panapp ha detto...

Beh, dai, era davvero un bravo architetto, anche se comunque il mio preferito del '900, e mi dà fastidio quando lo si critica, è senza dubbio Mies: l'eleganza fatta architettura.