Notizie Sparse per il mondo (o l'universo)
L'idea della società di cambiavalute travelex
Ecco il quid, la prima moneta galattica
Prodotta in Gran Bretagna, secondo i realizzatori servirà ai viaggiatori dello spazio
MILANO - «Qui non si accettano euro, dollari o sterline. Solo quid». L'annuncio, affisso all'ingresso di un supermarket marziano, arriva direttamente dal futuro. O meglio: è quello che immagina la società di cambiavalute Travelex che, assieme al National Space Centre e all'università di Leicester, ha realizzato la prima moneta spaziale.
CARATTERISTICHE - Come riferisce anche la Bbc, il quid (Quasi Universal Intergalactic Denomination) è prodotto con lo stesso materiale che si usa per le pentole anti-aderenti e resiste alle condizioni atmosferiche spaziali. «Nessuna delle forme di pagamento già esistenti - ha spiegato il professor George Fraser dell'università di Leicester - potrebbe essere utilizzata nello spazio: le monete sono troppo taglienti e metterebbero a rischio la vita degli astronauti; le tecnologie con 'chip e pin' delle carte non funzionerebbero, per la distanza dalla terra; infine le bande magnetiche delle carte di credito sarebbero irreversibilmente danneggiate dalle radiazioni cosmiche».
COLORI E MISURE - Come tutte le valute, il quid si trova in diverse colorazioni, misure e valori, che per ora vanno da Q1 (circa 9,5 euro) a Q10. Ogni moneta avrà un codice unico, come quello seriale delle banconote, contro ogni contraffazione. «Il quid è per ora disponibile su richiesta - ha fatto sapere la Travelex - e stiamo pensando di farlo registrare dalla Bank of England».
Ecco il quid, la prima moneta galattica
Prodotta in Gran Bretagna, secondo i realizzatori servirà ai viaggiatori dello spazio
MILANO - «Qui non si accettano euro, dollari o sterline. Solo quid». L'annuncio, affisso all'ingresso di un supermarket marziano, arriva direttamente dal futuro. O meglio: è quello che immagina la società di cambiavalute Travelex che, assieme al National Space Centre e all'università di Leicester, ha realizzato la prima moneta spaziale.
CARATTERISTICHE - Come riferisce anche la Bbc, il quid (Quasi Universal Intergalactic Denomination) è prodotto con lo stesso materiale che si usa per le pentole anti-aderenti e resiste alle condizioni atmosferiche spaziali. «Nessuna delle forme di pagamento già esistenti - ha spiegato il professor George Fraser dell'università di Leicester - potrebbe essere utilizzata nello spazio: le monete sono troppo taglienti e metterebbero a rischio la vita degli astronauti; le tecnologie con 'chip e pin' delle carte non funzionerebbero, per la distanza dalla terra; infine le bande magnetiche delle carte di credito sarebbero irreversibilmente danneggiate dalle radiazioni cosmiche».
COLORI E MISURE - Come tutte le valute, il quid si trova in diverse colorazioni, misure e valori, che per ora vanno da Q1 (circa 9,5 euro) a Q10. Ogni moneta avrà un codice unico, come quello seriale delle banconote, contro ogni contraffazione. «Il quid è per ora disponibile su richiesta - ha fatto sapere la Travelex - e stiamo pensando di farlo registrare dalla Bank of England».
Fino al 28 dicembre
Il bello di natura nel grigio metropolitano
In piazza Cordusio e via Dante sono esposti cento scatti di alcuni dei più famosi fotografi mondiali raccolti da «National Geographic»
La natura nelle sue forme più sublimi immersa nel caos geometrico della metropoli. Succede in piazza Cordusio e in via Dante dove, dal 5 ottobre al 28 dicembre, sono esposti cento scatti dei più famosi fotografi mondiali raccolti da National Geographic, a disposizione dei passanti. Tramonti nella savana, albe polari, primi piani di belve feroci, ritratti di giovani uomini e donne sorridenti: le foto sono corredate da testi che raccontano storie di armonia. Non a caso all'esposizione è stato dato il titolo «Equilibrium».
SCOPERTA DEL BELLO - «Questa mostra è nata dopo un mio viaggio in un parco naturale italiano - spiega Marie Laurence Chicouri, autrice e curatrice di Equilibrium -, dove ho capito che la voglia di rispettare la natura nasce dalla scoperta del bello. Tutte le foto e tutti i testi della mostra trasmetteranno soltanto messaggi positivi». Per il quarto anno consecutivo il Comune ha dato il suo patrocinio a una mostra a cielo aperto. «Ogni singola immagine di questa mostra - ha detto l'assessore allo Sport, Terzi - può trasformarsi in un'importante occasione per ristabilire un equilibrio nella quotidianità che viviamo. Inoltre sarà una sorta di preludio al Natale che accompagnerà i milanesi nelle loro passeggiate lungo un asse storico, famoso in tutto il mondo». La mostra non avrà alcun impatto ambientale: l'Anua (Associazione per la natura, l'uomo e l'ambiente), che ha organizzato l'esposizione, ha infatti aderito al progetto Impatto Zero che contribuisce alla riforestazione dei boschi in Costa Rica.
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Scritto da: Federico Cella alle 15:36
Jammie Thomas rischia di essere solo la prima. La prima delle 256 mila persone querelate dalla Recording industry of America (Riaa) per non essere scesi ad accordi nel loro comportamento illegale di dowload di musica digitale tramite peer to peer. La notizia è di oggi e la multa è di una cifra tale che il nome della disgraziata - in tutti i sensi, a questo punto - mamma single di 30 anni ha fatto il giro del mondo: 220 mila dollari ("soli" 155.500 euro) per aver scaricato 24 brani musicali utilizzando Kazaa. Ossia esattamente 9.250 dollari per ogni canzone. Pugno duro anche perché a carico della signora è stata imputata un'intera cartella condivisa da diversi utenti per un totale di 1.702 canzoni.
Inutile dire che una tale enormità di cifre, e il fatto che per la prima volta un caso di pirateria da parte di un privato sia giunto a processo, ha trovato riscontro in un'eco globale nel mondo della Rete e in quello tribolato delle major musicali. Da un lato, quest'ultimo, è ovviamente arrivato il plauso per una tale iniziativa dalla portata esemplare ed esemplicativa per tutti coloro che "pirateggiano" o ambiscono a "pirateggiare" con file nati con il copyright. Ecco il presidente della Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana), Enzo Mazza: "La sentenza americana dimostra che condividere la musica abusivamente è un illecito preso in seria considerazione negli Stati Uniti perché danneggia una parte consistente dell'economia creativa di quel Paese. In Italia abbiamo ottime leggi per reprimere il fenomeno ma l'applicazione lascia molto a desiderare». E poi però arriva la citazione dell'operazione Discoteque da parte della Guardia di Finanza di Bergamo che ha portato alla denuncia di diversi soggetti "che distribuivano illegalmente musica in rete tramite le reti p2p" e a sanzioni amministrative per oltre 8 milioni e mezzo di euro!!!
Dall'altro lato, quello online dei giovani Corsari neri e dei commentatori sempre molto attenti al polso del digitale (leggete per esempio Alessio Di Domizio e Alfonso Maruccia). Che da una parte bocciano la sentenza Usa come un vittoria di Pirro, mero accanimento contro una nativa americana a scapito dei terabyte di musica e film continuamente scambiati in barba ai diritti. E dall'altra fanno notare come, se dovesse passare la teoria espressa da Jennifer Pariser, a capo dell'ufficio legale antipirateria di Sony Bmg - “Quando un individuo copia una canzone per suo uso personale possiamo dire cha ha rubato una canzone. Una copia di una canzone acquistata regolarmente rappresenta nient’altro che un modo carino di affermare che abbia rubato solo una copia” - allora saremmo tutti pirati. Anche seplicemente prendendo le canzoni dai nostri vecchi cd acquistati regolarmente.
DIDA SU EBAY - Intanto un buontempone ha «messo in vendita» Dida su eBay al modico prezzo di 10 milioni di euro (più 7 euro di spese di spedizione). Il venditore assicura «gol sul primo palo, specializzazione in bagher stile pallavolo, allestimento picnic durante i calci d'angolo e master in simulazione dopo carezze».
2 commenti:
Il caso della ragazza che deve pagare una multa perché scarica canzoni è assurdo. Mercoledì 10 uscirà il nuovo album dei Radiohead, In Raibows, e la band ha deciso di distribuirlo in maniera assurda: è possibile scaricare i brani al prezzo che si desidera. Davvero: nello spazio del prezzo c'è un rettangolo bianco che va riempito con la cifra che si vuole, anche zero. I Radiohead sono convinti che il talento verrà ricompensato, e chi non può pagare perché non ne ha la passibilità non deve essere costretto a farlo, e nemmeno deve rinunciare al piacere di apprezzare la musica solo perché non ha soldi. È un'idea molto interessante, non trovi?
Mettere in vendita un Cd a 20 euro, quello sì che è rubare. La musica è cultura e come tale dovrebbe essere un diritto di tutti, non un privilegio per milionari è_é
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