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martedì 30 luglio 2013

D'oh!

Curiosità



Dan Castellaneta, lo storico doppiatore di Homer Simpson nella versione originale, racconta come è nata la celebre esclamazione di Homer “D’oh!” (che suona uguale anche in italiano). Spiega che durante una sessione di registrazione si era trovato a dover dare un suono a quello che sul copione era definito annoyed grunt (un borbottio, un verso infastidito). Perplesso aveva chiesto spiegazioni a Matt Groening, che gli aveva detto di fare quello che gli veniva più naturale.
Castellaneta allora aveva pensato di ispirarsi all’esclamazione che usava l’attore scozzese James Finlayson, spalla di Stanlio e Ollio (Laurel e Hardy) nei film che guardava da bambino. Quando si arrabbiava o era infastidito l’attore diceva un prolungato “d’oooooooh”, che nasceva da una contrazione e correzione di damn (“maledizione”, “accidenti”), parola che non si poteva dire, quindi alla d Finlayson si fermava e aggiungeva un lungo oooooh di disappunto.

A Groening è piaciuta la prova, ma ha ritenuto che per questioni di tempi televisivi fosse meglio accorciare l’eclamazione a un più netto “D’oh!”.

PS
questo post lo avevo programmato tempo fa. Nell'ultimo mese è venuto a mancare il doppiatore italiano di Homer, Tonino Accolla, che verrà sostituito da Andrea Scanzi. I Simpson non saranno più gli stessi.
La scuola di doppiaggio italiana è impareggiabile. Abbiamo doppiatori di livello che a volte hanno saputo anche migliorare le voci originali (vedi Casablanca) o che hanno suscitato l'ammirazione di attori che hanno invidiato le loro voci nella nostra lingua (vedi Woody Allen). Quando la voce italiana cambia è sempre un poco traumatico. Buona fortuna per il nuovo Homer.

martedì 23 luglio 2013

Da 0 a 100

Se volete imparare i numeri in olandese e vedere l'evolvere di una persona negli anni.

Adoro questo video




100 è un lavoro di Filmersblog che nel 2011 ha cominciato a chiedere alle persone che incontrava camminando per le vie di Amsterdam di dire la loro età davanti alla telecamera. Via via che raccoglieva le età che gli servivano per completare il centinaio, ha cominciato a cercare attivamente quelle che gli mancavano. La cifra più difficile è stata il 99, soprattutto perché quando ha trovato una donna di quell’età, ha dovuto impegnarsi per convincerla a partecipare al progetto, perché inizialmente lei si diceva molto contraria a dichiarare in video di avere quasi cento anni. Tra ricerca e montaggio per la realizzazione di 100 ci sono voluti 4 mesi.


sabato 20 luglio 2013

Water sphere

A me piacciono molto i video scientifici. Recentemente io e mio fratello abbiamo giocato con i liquidi non newtoniani (non è difficile maizena e acqua) e abbiamo passato mezz'ora ad immergere lentamente il dito nella ciotola per poi estrarre e colpire con forza la superficie che si indurisce quando cerchi di penetrarla con forza e velocità. Provatelo è molto divertente. Beh se siete forniti di piscina potete fare come questi due conduttori spagnoli.


Anche questo video è molto bello ed interessante e filma il comportamento dell'acqua in assenza di gravità sulla stazione spaziale internazionale che orbita circa a 350km dalle nostre teste.


Il fluido, grazie alla tensione esterna (la stessa che consente agli insetti di passeggiare sulle superfici di laghi o pozze senza affondare), prende una conformazione sferoidale che si modifica mentre viene sollecitata da una forza esteriore, per successivamente ricomparire allo stato precedente. Se la botta è sufficientemente potente una nuova bolla si separa e galleggia nell’aria. Ma particolare anche il pezzo finale in cui la sfera di acqua "assorbe" lei stessa un foglio di carta.


martedì 16 luglio 2013

Pubblicità

Il vero problema dell'estate (fortunatamente non per me)? Il papà in mutande!


Spot argentino che invita all'acquisto di un condizionatore per evitare momenti imbarazzanti in famiglia ed in casa. Io personalmente odio il condizionatore, ma devo anche ammettere che gli uomini che girano per casa in mutande per il caldo sono terribili. Certo, poi loro ti invitano a far lo stesso, ma non credo sia cosa buona e giusta e i volti dei personaggi dello spot sono chiari.


Passando ad una pubblicità sì solare, ma più artistica, ho da poco scoperto Morihiro Harano, pubblicitario giapponese molto apprezzato, che ha sviluppato una pubblicità musicale per un modello di telefonino ecologico di una compagnia nipponica.


Rabbrividisco un attimo pensando al lavoro impiegato per costruire il sistema dello xylofono è un pò come il lavoro del Domino.

Recentemente la Rai ha rilanciato Carosello, antico contenitore di brevi pubblicità/corti che ha segnato l'infanzia dei nostri genitori, i quali lo ricordano con tenerezza e piacere. Nulla di tutto ciò. Se confrontiamo il Carosello con il Carosello Reloaded non troviamo nulla in comune. Trovo che la pubblicità possa essere riconosciuta spesso come forma d'arte e meraviglioso mezzo di comunicazione. In Italia qualche pubblicità scherzosa, simpatica, artistica, innovativa o altro non riusciamo a produrla? O chi le fa forse non è abbastanza amico della Rai? 

That is the question!


martedì 30 novembre 1999



Devo dire che io alla comunicazione do molta importanza. Mi piace usare i programmi come Skype, FaceBook, MSN per tenermi in contatto con le persone, scambiare due chiacchere, fare gli auguri, condividere link di articoli di giornali o di sciocchezze, condividere la musica e conoscere nuovi artisti tramite gli altri, tenermi informata sui miei canali televisivi preferiti

[anche se raramente danno indicazioni sui programmi che interessano a me],

tenermi aggiornata sull'architettura, insomma un sacco di cose.


Vivo attaccata al computer per studio, portandomelo spesso dietro e spaccandomi una spalla; ma anche nel tempo libero è la mia risorsa prima di svago. A volte ne sono decisamente stanca e soprattutto in questo periodo cerco di stare fuori da casa, godermi le ultime giornate vagando per Milano, guardando oggetti che non comprerò

[sono sostanzialmente al verde come al mio solito, ma come diavolo potrei lavorare se architettura prende ogni goccia del mio sangue?!],

sfoglio libri nelle librerie e mi diverto a spulciare nei negozi dell'usato, sperando sempre di trovare quella edizione di "Alice nel paese delle Meraviglie" come dico io e come la voglio io

[cioè con entrambi i libri, testo originale e testo italiano, con belle illustrazioni, non solo quelle trite e ritrite dell'edizione originale. L'altro giorno me ne era capitata una tra le mani con delle illustrazioni particolari, ma stampate così male che si perdeva ogni gusto].

Scopro nuovi particolari della mia città, nuovi negozi, ne approfitto degli eventi gratuiti, come le serate del Rotary con alcuni musei gratuiti sino alle 22

[sono andata al Diocesano ed è stato una delusione: brutto l'allestimento, che non valorizzava minimamente le opere nè le parti belle dell'edificio; sono andata a Casa Valsecchi e ho scoperto un piccolo tesoro che non avrei mai immaginato a Milano, mi ha stupita molto e uno potrebbe perdersi nei particolari delle lavorazioni e degli oggetti esposti; infine, ho visitato il GAM - Galleria di Arte Moderna - e anche in questo caso è stata una piacevole scoperta: un palazzo molto bello - Villa Reale - e opere insolite, per stile e per soggetti].

Oppure prendo in mano un libro e comincio a leggere, recuperando il tempo non dedicato alla lettura durante il periodo di maggiore stress e maggiore impegno.


Viaggiare?
Si, anche quello.
Ho in programma un viaggio e spero di poterlo fare e che vada tutto bene. Sono felice e preoccupata allo stesso tempo. Significa molte cose per me.
In realtà una mia amica mi ha chiesto anche di andare a Londra con lei e poi magari ad Oxford da un'altra mia amica. Impegnativo, soprattutto per il fattore finanziario

[è sempre lui, oltre gli impegni con l'uni, a bloccarmi. Risparmio solo per viaggiare, il resto mi sembra meno necessario].

Uno può pensare prendi un lowcost e non ti lamentare. A parte che anche un lowcost può pesare sul buget mensile di una persona, soprattutto se studentella disoccupata, ma poi devi pensare al dormire, al mangiare, agli ingressi a musei o altro, alle spese extra che ci possono essere, al trasporto,.. insomma, uno non se la cava di certo con un biglietto a 9 e 50 euro in tasca e via andare.  Magari qualcuno sì, ma credo di non essere di quello stile.
Anzi, dovrei cominciare a preparare quello già in programma, soprattutto per l'architettura, che di solito nelle guide è un capitolo perso in partenza. A nessuno interessa l'architettura moderna, di solito la si accantona in 4 secondi dicendo magari sì c'è, ma alla fine perchè interessarsene?
Invece, ci sono soggetti come me che se ne interessano eccome. Quindi andrò alla mia fonte: la biblioteca di Architettura.
Uni, cara uni, sempre te nei miei pensieri.

 

A Milano la sera è il computer a tenermi compagnia. Sto davanti al monitor e navigo qua e là. Oppure chiacchero con qualcuno se ho fortuna. Oppure guardo il vuoto,caricando continuamente FB sperando in qualcosa di nuovo,forse aspettando un ciao da qualcuno che non c'è. Oppure mi sdraio sul divano e guardo la tv,cercando di spegnere il cervello e perdermi in parole e colori.
In Sicila non ho internet,se non quel poco che può fare questo cellulare,per tenermi connessa ad un mondo in vacanza. In Sicilia non ho il digitale,quindi mi lobotomizzo con i programmi di Mtv e qualche cartone. Potrei accendere il mio computer e guardare un film o qualche puntata di un anime, ma ho il rigetto al momento del mio Acer,anche perché mi ricorderebbe che devo produrre dei file per gli esami di settembre [nonostante oggi io sia stata bravissima e abbia fatto 10pagine del libro di restauro..un incubo in formato cartaceo su inutili sproloqui sulla stratigrafia..]. Quindi a farmi compagnia sono i rumori della strada,una famiglia di gatti del cassonetto qui vicino,la luna che qui illumina tutto come a Milano sarebbe impossibile,la radio dalla cucina,la tv dalla sala,il vento freddo [oddio,ma sono in Sicilia?]che entra dalla persiana e Bukowski. Quel vecchio ubriacone e il suo Shakespeare non l'ha mai fatto. Le lezioni per il nuovo millennio di Calvino invece le devo prendere a piccole dosi. Dopo un pò non riesco più a seguirlo..
Domani sarei dovuta andare al mare,ma è prevista una bella giornata di vento,quindi mi sa che sarà un'altra giornata di restauro. Volevo uscire,ma neppure questa sera riuscirò. La mia prima uscita è stata oggi per andare al mercato.Per me il martedì mattina è sacro,c'è il mercato e io lì vado. Mi piace molto. A Milano mi annoio,mentre qui mi piace andare a zig zag tra le bancarelle alimentari e tra quelle dei vestiti. Mi piace curiosare tra prodotti che al nord non troverei. Mi piace entrare dal panettiere e comprare il pane appena sfornato e adentare un calzone o un arancino. Mi piace osservare i venditori che si sbracciano e urlano per attirare clienti. Mi piace sentire la sensazione di aver concluso qualche buon affare,ma io non devo parlare o si può sentire l'accento straniero,quindi è solo mia madre a dire e chiedere. Mi piace tornare a casa,carica di sacchetti,sentire la stanchezza della mattinata. Mi piace vedere la tavola ingombra di verdure,frutta,formaggi,olive,dolci..Tutti sapori e profumi di cui posso godere solo in queste settimane. Mi piace anche la consapevolezza che per le sere a venire,se non ceno fuori casa,mentre passeggio per la piazza,con un panino di panelle o un calzone o un gelato in mano, mangerò verdura cotta,berrò il suo brodo,accompagnando il tutto con il pane tipico di qui.
Una sana disintossicazione.
Ad Alberobello ho comprato un bel cappello di paglia bianca. Aspetto la prima occasione per metterlo. Spero arrivi presto.
Giustamente come ogni anno appena prendo io la macchina iniziano i cantieri o gli acquazzoni.E quest'anno non ha fatto eccezione. Finché ha guidato mio padre strada a 3 o più corsie,asfalto nuovo e traffico leggero. Prendo io la macchina e iniziano i cantieri,la strada a 2 corsie e i tir che hanno fretta. Dopo tanti anni è strano fare una strada diversa dal solito,ma le dinamiche non cambiano mai.



Ebbene sì, ho fatto tornare il piccolo bonsai rosso. Non potevo cambiarlo! E' lui il segno distintivo di questo Blog.



Ora che torna il caldo da Milano me ne vo'.
Per i mari e per i monti me ne vo'.
Da nord a sud me ne vo'.

 



Oggi ho fatto razia in biblioteca di libri da leggere (anche se a dirla tutta ho più di 1400 pagine di Restauro da leggere. Che gli dei dell'Archtettura mi aiutino..). In questi giorni mi son detta: dopo un anno passato solo dietro all'uni nella settimana (4 giorni) prima della partenza mi leggerò quello che voglio!! Niente tomi di Restauro, niente appunti di Statica, niente di niente. In realtà Autocad è rimasto con me anche il questi giorni. Non si finisce mai, anche in vacanza il computer mi seguirà, ma non la connessione internet. Anzi stasera devo sistemare il computer e prepararlo per la partenza. Cancellare file che non mi serviranno, e mettere su quanche film, un pò di musica e vediamo che altro.
Recentemente per la musica mi sono affidata molto alla rete. Oltre a Youtube, ho ascoltato brani tramite siti di playlist. In particolare ve ne consiglio tre:



http://www.stereomood.com/




Scegli il tuo mood e lui tu dà la playlist. Brani conosciuti e sconosciuti. Di tanto in tanto cambiano, però di musica ne potete ascoltare parecchia.



http://8tracks.com/




Gli utenti caricano le proprie playlist, massimo 8 tracce, accompagnate da una immagine, da un titolo e una breve descrizione. Musica random assicurata e tante nuove scoperte! Praticamente c'è una nuova playlist ogni 2 minuti.



http://grooveshark.com/




Inserite il nome dell'artista che cercate e avrete tutte le tracce a vostra disposizione.

Avvertenza: da nessuno di questi siti si può scaricare musica.


Ok, adesso vado, oppure mia madre mi uccide!
 



Preparare, preparare, preparare!!
 



Buone vacanze!



 



Ultimo giorno in studio. Ultimo giorno prima della semi-vacanza. Ragionavamo ieri che pare di essere operai: ad Agosto si chiudono i cancelli dell'azienda e tutti in vacanza a fare le sabbiature. In realtà io in Sicilia dai parenti come ogni anno della mia vita (e devo dire che è una benedizione, perchè di queste 3 settimane lontana da Milano, dall'Uni, da Internet e da tutti mi servono sempre. Poi rivedo persone che non vedo da tanto, mangio cose squisite, mi godo un meritato riposo nel dolce semi-fancazzismo, rivedo il mare e la campagna..si, mi piace andare in Sicilia), gli altri un pò sparsi tra montagna, mare, America ed Europa. Quest'anno ho notato un incremento delle prenotazioni per la Spagna


 


Tipo: "Dove vai in vacanza"


Narese: "Beh, in Sicilia come sempre, poi magari pensavo..."


T: "Beeeeellissima la Siciliaaaa!!!! Io quest'anno vado in Spagna..."


 


..e poi scegliete tra Barcellona, Valencia, Madrid, Bilbao, Alicante, Formentera, Canarie, Maiorca e il gioco è fatto. Se avete altre proposte fatevi avanti. Anche mio cugino ci stava pensando


 


Cugino: "Andare a Barcellona con i bambini mi costa meno che scendere in Sicilia"


 


Direi che non mi pare difficile crederci. 


Io, l'unica stronza che forse avrebbe più motivo di tutti di andare, niente...Che esistenza che conduco a volte...



Tempo fa avevo guardato i voli per la Sicilia per un amico e mi è venuto un coccolone. E anche treno e nave non scherzano. Noi scendiamo in macchina (e anche un paio di gruppi di amici che hanno scelto la bella terra del sud come meta del loro viaggio hanno optato per la nostra scelta). E devo dire che secondo me rimane il viaggio migliore. 









1_ In Sicilia senza macchina non puoi muoverti


Oggettivamente: non puoi! Non esistono mezzi di trasporto pubblico decenti. Se ci sono pullman le fermate quasi sempre devi raggiungerle prima in macchina. Esempio dal mio paesello dovessi prendere un pullman per andare a Cantania o Palermo o altre città, o aspetto il pullman che passa una volta a settimana (e se va bene mi porta diretto a destinazione senza cambi) e la sua fermata è fuori paese (e con fuori paese intendo FUORI paese), oppure mi devo far portare a Caltanissetta o Enna o altro e sperare.


Un mio amico spagnolo è sceso in Sicilia ospite da un altro ragazzo a Pasqua. Non ha visto nulla. In 10 giorni non hanno potuto prendere la macchina, vuoi per pranzi e feste, vuoi perchè serviva agli altri membri della famiglia. Di conseguenza bloccati nel paesello.


Il treno in Sicilia è inesistente: Gela - Catania la vetturina la fa in 6 ore. In macchina ci vogliono poco più di 2 ore..


Insomma, se volete girare la Sicilia dovete trovare una macchina.









2_ Partendo da Milano ti attraversi tutta l'Italia.  


Lungo viaggio, stancante, che scorre tranquillo sino a Salerno e poi apriti cielo con la Salerno - Reggio Calabria. 


Quindi, meglio prendersi un intero giorno per quel tratto e almeno 1 o + giorni dedicarli alla scoperta del Bel Paese, con tappe strategiche per riposarsi e per visitare città e luoghi.


Devo dire che semplicemente il viaggio sull'A1 è un'esperienza. Percorri tutta l'Italia e incontri tutti i paesaggi e tutti i climi possibili. Tutti gli accenti e tutti i prodotti tipici e regionali dell'Autogrill. Però a questo giro noi viaggiamo dall'altra parte con qualche sosta. Un bel viaggio. Speriamo.
Poi arrivi al traghetto a Villa San Giovanni e, a meno di code chilometriche e attese di ore a Villa o a Messina (che giuro in tutta la mia vita, una vita che ogni anno scendo in Sicilia, non ho mai visto), ti imbarchi, imprecando contro l'annuale aumento del biglietto, salendo le rampe da montagnerusse su cui arrancano le macchine stracariche di bagagli e pensando che quest'anno non ce la farai, rimarrai lì, fermo a metà della salita con la frizione e i freni bruciati (scene viste e quasi vissute). Arrivi sul ponteauto e, dopo aver giocato un pò a tetris, scendi e corri su: ammiri il porto, le manovre dei treni per entrare nelle pance delle navi, entri nel bar e prendi subito un arancino (non che sia particolarmente buono, ma è una mia tradizione, fin da quando sono piccola, e quando si prendeva il traghetto la domenica e il bar era chiuso ci rimanevo male, come se mancasse un pezzo alla magia del viaggio). Torni sul ponte e guardi il mare, la nave che lascia il porto, la sua scia bianca e la fumata nera. Saluti una costa con un "Arrivederci" e poi saluti l'altra con "Sono Tornata!". Saluti la Madonnina di Messina e leggi il suo saluto: "Vos et ipsam civitatem benedicimus" e un pò pensi alla Madonnina che hai lasciato a Milano.


 


E poi giù verso verso la propria destinazione, sulle strade Siciliane, sperando che nessuno scorrimento veloce sia crollato nel mentre e tu debba fare il giro dell'oca o andare per strade statali quasi in disuso nella dorata campagna.


 


E buttando giù l'ultimo chupito di thè (perchè i bicchieri grandi in studio sono finiti e sono rimasti solo quelli da caffè), realizzando che quest'anno il traghetto lo prenderò di domenica, vi auguro buon viaggio, ovunque voi andiate.





 


Ci Credete?
sono così rincoglionita che ho scritto un post e invece che clickare su pubblica (un tasto azzurro grosso alla mia destra) ho clickato su Edita (una piccola scritta blu sempre alla mia destra, 5 cm sopra il tasto azzurro prima citato).

Stavo constatando del tempo trascorso. Della sessione di esami cominciata quanche capello bianco e qualche kg fa e conclusa da poco. Di come stia rinascendo da tale stress e scempio della mia persona. Di come abbia trascurato il mio Blog. Tanto trascurato che se guardo le date dei post passati mi viene un brivido. Tanto trascurato che non ho più neppure il mio template. Il mio albero rosso nipponico. Il mio albero dei pensieri, il mio colore, la mia terra. Niente. Puff! Giri le spalle e il mondo cambia senza aspettare.

Ma giusto che sia così. Nulla è per sempre. Escludendo i diamanti e il mutuo. 
Tante cose sono successe in questo periodo. Tante persone ho conosciuto. Tanti luoghi ho visitato. Avrei potuto raccontare tante cose, ma la mia vita si è ridotta a comunicazioni con i soli membri delle famiglie Autodesk e Adobe più qualche ospite di tanto in tanto. Università, casa, dormire. A volte neanche Casa. A volte neanche Dormire. La costante è sempre stata lei: l'università, il caro Politecnico.

Di fatti nella mia vita ne sono accaduti. Persone sono entrate ed uscite di scena. Cambiamenti nella mia persona ci sono stati. Cambiamenti anche nei miei affetti e nelle loro vite.
Raccontare tutto facendo un sunto. Noioso per chi scrive, noioso per chi legge ancora.


Un abbraccio a tutti. Mi manca questo blog. Mi manca questo piccolo angolo di blogsfera tutto mio.

A presto

 





 



Difficile vedere uno spaccato della politica italiana più eloquente di quello andato in onda nell'ultimo Ballarò. Da un lato un vecchio servitore dello Stato, nonchè giurista di alto profilo, Stefano Rodotà, che cercava di illustrare nel dettaglio la questione del legittimo impedimento, all'esame della Consulta. Dall'altro due giovani leader del centrodestra, Gelmini e Cota, insofferenti nei confronti di un puntiglio intellettuale non alla loro portata e soprattutto inconciliabile con la loro esigenza di semplificare, e ridurre ogni questione alla proficua banalità, "con Berlusconi - contro Berlusconi", ovvero, si capisce, "con al gente - contro la gente".



In particolare Gelmini (che è ministro dell'istruzione, vedete un pò...) pareva strutturalmente incapace di affrontare un'analisi anche sommaria dei fatti, e cioè del motivo stesso del contendere; continuava ad accusare di "antiberlusconismo" un Rodotà sempre più spossato, e incredulo di vedersi sgretolare davanti agli occhi non già le sue opinioni, quanto il campo stesso del dibattito. Rodotà incarna, agli occhi della nuova leva del potere italiano, piccolo-borghese e di destra, quanto di più detestabile: perché è un signore,perché è un intellettuale, perché è di sinistra. Nel vederlo soccombere (sia pure con infinita dignità), e soccombendo insieme a lui, ci siamo resi conto di quanto la sconfitta della cultura sia anche la sconfitta della realtà. E viceversa.



 



 



 



- L'AMACA di Michele Serra, Repubblica 14.01.2011 -


 




Oggi MIAMI ancora!

Terzo giorno del festival della musica italiana indipendente.
Se siete a Milano fate un salto.
Io come ogni anno sono lì, tra musica e bella gente a spillare birra e a divertirmi. 
Il MIAMI sono tre giorni da vivere!


 



Ancora quella canzone. Ancora il frammento di una canzone fantasma che torna.
Sono tornata a Milano, dopo 48 ore a Parma, e lei torna



"...Sottovoce, senza luce, piano piano, io ti parlo di questa città..."




Sembra incredibile, eppure non c'è traccia di questa canzone, non c'è traccia del ragazzo che la cantava guidando sotto la pioggia nel video. Tanti la ricordano, tanti la canticchiano, eppure nessuno sa dare una risposta, un suggerimento, un indizio che si avvicini alla verità. Un sogno collettivo? E' inspiegabile.



"...Sottovoce, senza luce, piano piano, io ti parlo di questa città..."




Ancora oggi mi capita di canticchiare questo pezzo (unico frammento nella mia memoria) quando nella notte milanese osservo le luci, le strade deserte, le poche persone in giro che tornano a casa a dormire. A volte sotto la pioggia sono come quel ragazzo, che guida e racconta sottovoce una storia di questa meravigliosa città.

Non per tutti Milano è così bella. Ho conosciuto una ragazza che è scappata da Milano a 14 anni. Non dalle persone, non dalla famiglia, bensì da Milano. A 14 anni ha avuto la forza di chiedere ai genitori di permetterle la fuga verso Firenze per studiare lì e poi a Parma per fare medicina.

Spesso la gente parla di Milano come una città mostruosa servendosi di frasi che neppure loro capiscono, parlando di cose che non conoscono e sensazioni che provano solo perchè influenzati dal pensiero comune e banale. Invece, sul davanzale di quella finestra di una casa al centro di Parma ci siamo ritrovate io e lei, due anime della stessa città: quella innamorata e quella ferita.

E' stato strano. Parlavamo delle stesse cose, con la stessa sensibilità, eppure le visioni erano totalmente diverse. E' strano pensare di essere innamorati di una città che affascina e ti regala mille sensazioni ad ogni respiro, ed è strano quando troviamo l'opposto, quando una persona parla come noi, ha il nostro stesso sguardo, il nostro stesso animo, ma tutto è il contrario.

Quella ragazza era milanese quanto lo sono io (e non parlo di alberi genealogici), ma abbiamo vissuto due città nella stessa città.


 



Ho immortalato un fotogramma di quel momento nel mio cuore,
perchè anche noi due siamo una storia di questa città
da raccontare di notte
sottovoce.


 


"Se mi vuoi bene il 23 Maggio regalami un libro"





Poichè non posso regalarvi fisicamente un libro lo farò virtualmente, con qualche consiglio e qualche recensione. Sono alcuni dei libri che ho letto negli ultimi mesi, spero possiate prenderne spunto

Studio Seltz  di Gianpaolo Corradini

Otto vite che si incontrano per puro caso. Otto storie con una costante comune: la gestione dello Studio Seltz. Non sono musicisti, non sono i ragazzi che ogni sera vanno a provare nello storico studio di Reggio Emilia, sono i suoi gestori. Otto ragazzi con tanti sogni e tanti casini, neppure amici tra di loro, a volte non si incontrano per mesi nonostante vivano e lavorino nello stesso posto. Ma per tutti prima o poi qualcosa cambia. Un libro che sa appassionare e conquistare. L'amore per la musica è condito dalla quotidianità in cui possiamo riconoscere noi e chi ci circonda

Napoli Nera - Cane rabbioso | Nazi Paradise di Angelo Petrella

Due storie brevi nella città di Napoli. Da una parte il bene, dall'altra il male? No, banale. Qui c'è solo il male, anche dietro alla divisa di un poliziotto, come in "Cane rabbioso"; anche dietro le apparenze da studente di "Nazi Paradise". 
Da una parte un poliziotto ormai senza speranze, corrotto e drogato. Dall'altra uno studente di informatica, travolto dalla curva e dai movimenti giovanili, che alla fine qualcosa di buono ha. 
Ma se invece che stare a destra, i protagonisti delle due storie fossero stati a sinistra, sarebbe cambiato qualcosa? Temo di no. 
Nonostante la punteggiatura di tanto in tanto troppo spezzata, un libro godibile e da consigliare.

L'ombra del vento di Carlos Luis Zafon

Il Cimitero dei Libri Dimenticati è un luogo difficile da scordare e bellissimo da immaginare. Un luogo che vorrei visitare. In cui depositerei un libro da salvare e ne adotterei un altro, per averne cura e proteggerlo da ogni pericolo. 
L'autore mi ha stupito con descrizioni vive, che si fanno sentire. Mi ha fatto camminare per Barcellona con i suoi protagonisti e mi ha fatto scoprire qualcosa in più di questa città magica che anche Ercole si fermò ad osservare stupito. 
Storie di generazioni, storie di amori, storie di guerra e storie di specchi. Difficile non essere conquistati.

Il gioco dell'angelo di Carlos Luis Zafon

Zafon conquista ancora con il suo stile, con i suoi amori disperati, con le sue descrizioni suggestive e vive. Scene che vedi davanti a te e che non si cancellano facilmente. 
Uno stile gotico che può infastidire e non piacere, ma che in un modo o nell'altro conquista. Un pò come i racconti di Martin, scrittore maledetto che si troverà a scrivere su commissione una "fiaba" per il mondo. Così semplice? No, quando puoi accorgerti che la tua vita non ti appartiene veramente, che nulla succede per caso e che il passato ritorna come una minaccia e come una rovina. 
Ritroviamo il Cimitero dei Libri Dimenticati, la Libreria Sempere e Figli, la Barcellona cupa e misteriosa che caratterizza i libri dell'autore.

Italia underground - AAVV

Storie diverse, che spesso hanno in comune una sola cosa: la vita di periferia. Storie di giovani, storie di vita quotidiana, storie in cui è possibile riconoscere conoscenti, amici, se stessi, scene famigliari.. Diversi narratori (più o meno noti) hanno risposto all'invito de "il manifesto" descrivendo la loro Italia underground o quella che si immaginano. Dai cantieri della Milano che cresce, ai centri sociali di Roma, passando anche dai cosmetici per schiarirsi la pelle, alle diverse voci di un dramma famigliare. L'Italia vera o idealizzata che si racconta attraverso la voce di 26 autori e dei loro personaggi.

Storie di politica sospetta di  Manuel Vázquez Montalbán

Ammetto di non conoscere affatto l'autore, quindi non so se questo sia il suo stile o meno, ma essendo questi racconti inediti, pubblicati dopo la morte dell'autore, posso stare tranquilla che non lo sia. 
I tre racconti sono belli e in alcune parti solo accennati, mentre altre sono più definite. In particolare ho apprezzato gli ultimi due. Ci sono vari elementi che mi colpiscono: le descrizioni dei piatti, il carattere dell'ispettore, il fatto che Montalban faccia bruciare un suo libro dal protagonista, che in tutte le storie ci siano anziani e si affrontino le tematiche della guerra civile in Spagna. Non posso giudicare l'autore da questi lavori, ma sicuramente mi hanno messo curiosità e cercherò di recuperare gli altri scritti.

Le Barcellone perdute di Pepe Carvalho di Alberto Cassani

Chi è appassionato di Montalban apprezzerà certamente questo libretto che attraverso i personaggi e le citazioni di uno degli scrittori spagnoli più apprezzati riesce a ricostruire la Barcellona più recente, quella più vicina ai Giochi Olimpici e che si prepara all'evento del Forum 2004. Un modo diverso per conoscere questa città piena di mistero e di sole; non turistico, ma fortemente critico e nostalgico.

Ad occhi Chiusi di Gianrico Carofiglio

La storia di un caso di stalking che si conclude tragicamente. 
Ma è interessante leggere tra le righe e guardare i vari rapporti uomo-donna che ci vengono mostrati: l'amicizia, l'amore, la convivenza, il matrimonio, l'abuso, ecc. 
Un libro che lascia il segno, che si lascia leggere nonostante il taglio più possibile giuridico. Un fatto di cronaca dei nostri giorni, ma cosa c'è dietro? Quali possono essere i suoi protagonisti?

Vaniglia e cioccolato di Sveva Casati Modignani

Abbandonare chi hai amato e chi ti sta vicino a volte può servire a qualcosa? Nel caso di Pepe l'inizio non è dei migliori, rabbia e confusione nella sua testa, dopo tante umiliazioni e delusioni da parte di suo marito Andrea, che non è in grado di dimostrarle il suo amore, che la dà per scontato e non riesce più a capirla. A questo punto la fuga è l'unica via di uscita da un matrimonio disastroso e da tre figli segnati dall'unione di due opposti. 
Vaniglia e cioccolato: due gusti diversi, che però insieme legano benissimo.



Buona lettura. E se volete bene a qualcuno non regalate un libro solo una volta all'anno.

 

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E' l'una di notte e tutto va beneeee!!!
No, in verità sono le 2, ma è bello citare Robin Hood!
Cosa ci faccio in piedi a quest'ora della notte? Beh, chi mi conosce sa già la risposta: consegna! Yeah! Banale lo so. Speravate in qualche scoop, ma non posso accontentarvi. I'm sorry. Ho solo bisogno di un secondo di pausa per potermi schiarire le idee. Devo sistemare delle tavole, perchè domani si va in stampa e quindi devo finirle.
Sono le 2 a.m. e io sono qui a scrivere e penso che in pochi giorni ne sono successe di cose: incontri furtivi, tradimenti, ritorni dal passato, dichiarazioni improvvise, sospetti spasimanti, baci, due di picche, nuove conoscenze, giornate magnifiche, serate di baldoria, discussioni, gente che va e gente che viene, mangiate colossali, risate con gli amici, viaggi da organizzare, pomeriggi di studio e notti di lavoro. A volte mi fermo e mi domando: sono io che ho una vita particolarmente movimentata (anche se non sembra) oppure sono gli altri che non si accontentano e trovano tutto noioso?
No, seriamente. Basta anche sedersi davanti al Politecnico, mangiando patatine bianche e banane (tipico pranzo frugale di quando lavoro. I panini e le piadine sono troppo pesanti) e ce ne sono di cose da osservare, da ammirare, catturare e ricordare. Sarò io che sono strana, ma amo osservare e ascoltare. Credo che anche provando interesse per queste piccole cose e per le sensazione che ci danno (gradevoli o meno) si possa migliorare il nostro stato, limitando le lamentele sulla monotonia della vita. E poi piantiamola di dire che Milano è brutta! E' stata così brutta in queste giornate di sole? Fermatevi e alzate il naso, guardate l'azzurro del cielo terso sopra di voi e secondo me vi sentirete meglio.
Sto delirando? Probabile. Splinder sta anche aggiornando l'editor, quindi non so neanche se questo post verrà pubblicato.Torno ai miei schemi.

Buona notte


Buona Pasqua a Tutti!!!!!!!






Ieri a tavola ci siano domandati il perchè del Coniglio Pasquale. Da dove diavolo viene fuori il coniglio?
Veloce ricerca e questo è ciò che ho imparato. Il Coniglio Pasquale, conosciuto anche come Coniglio di Primavera, trae le sue origini da riti pagani mitteleuropei. Il coniglio è da sempre considerato uno degli animali più fertili e di conseguenza gli antichi lo adottarono come simbolo di fertilità. La riproduzione comincia solitamente in Primavera, stagione della rinascita, che va a coincidere anche con il periodo in cui cade la Pasqua. Le prime associazione tra il Coniglio e la Pasqua si ebbero in alcuni manoscritti tedeschi del XV secolo. Nel XVIII secolo vi furono i primi dolci a forma di Coniglio, sempre made in Germany, come augurio per la prosperità e l'abbondanza e furono degli emigranti olandesi e tedeschi a diffondere la tradizione del Coniglio Pasquale negli altri paesi, sopratutto di matrice anglosassone. Per avvicinare tale figura ai bambini si decise di creare un personaggio carino, che porta le uova di Pasqua (in origine uova sode colorate, poi si trasformarono in un dolce guscio di cioccolata) ai bambini buoni, ma dispettoso, perchè si diverte a nasconderle nel prato e i bambini le devono cercare.

Questo e tutto.

Passate una magnifica Pasquetta (lasciamo perdere il discorso incasinato su questo giorno. A volte ci divertiamo con poco).



 





 



A volte mi domando cosa spinga i ragazzi ad essere tanto volgari e tanto inadeguati. Si potrebbe scrivere un libro con "perle" regalateci da alcuni "maiali" con cui abbiamo a che fare noi ragazze. Basta sedersi intorno ad un tavolo, un thè, due e più amiche, e almeno un paio ne raccogli.



Il linguaggio non è esattamente raffinato, quindi me ne scuso subito. Scritto in bianco per censura (non si sa mai nella vita)..




es.
"Non avevi capito che volevo solo fotterti?"
"Se per caso le batterie del tuo vibratore fossero scariche potrei sostituirlo io. E questa è la cosa più romantica che posso dirti"
"Non possiamo stare insieme finchè non ti rasi la *** (potete immaginare quale parte del corpo)"
"Baci troppo e troppo in alto. Non potresti scendere?"
"Sono offeso che non ti scopi almeno tre ragazzi a settimana. Questo è puro egoismo da parte tua"
"Mi ecciti." - "..." - "Mi ecciti.. Non basta questo per scoparti?"
"Quando ti vedo non resisto e devo tirarmi una sega"
"Sei bella, ma non potresti mai essere la mia ragazza. Hai troppe amicizie maschili ed immagino sia perchè tu te le sia ripassate tutte"

"Sei buona solo come giocattolo. Per il resto non vali molto"
...

Nessuna delle frasi sopra citate fa parte di qualche barzelletta o sketch umoristico.
Sono tutte frasi pronunciate seriamente e con convinzione (nessuno ubriaco, nessuno drogato, nessuno con bernoccolo in testa post caduta dalle scale e neppure dette durante litigi o altro..).



Non riesco a capire.



Alcune affermano che sia colpa di alcune ragazze troppo facili; alcune dicono che sono i porno; altre che sono i ragazzi che non riescono proprio a crescere; altre danno la colpa ad un mondo maschilista che vede nell'uomo la parte dominante e nella donna la parte dominata (in tutti i sensi, in tutti i casi). Io seriamente spero non sia così. Per ora non sono stata fortunata e babbei, anche autori di frasi simili a quelle di sopra, ne ho trovati (in questi casi sorriso, neanche stretta di mano e "Ciao, ciao! Aufwiedersehen! Goodbye!". Sono una che sopporta, ma in alcuni casi è meglio fare un passo indietro e far finta di non aver mai neppure incontrato questi elementi). Rimango basita e penso che sia incredibile che nel XXI secolo ci siano ancora casi del genere. A volte ti capitano i casi paradossali di uomini che rimangono indignati davanti a queste oscenità, che si dichiarano imbarazzati per il proprio sesso, bla, bla e poi per vie traverse scopri che anche loro sono nella massa di imbecilli che hanno firmato queste frasi romantiche e degne di nota.


Che il romanticismo (e forse anche la buona educazione) sia morto, come il punk e il comunismo?




 


Giocatore o criceto?
Film o telefilm?
Luigi's Mansion o World Of Warcraft?




Siamo veramente cricetini nella scatola di Skinner?



Ci sono persone che si stupiscono ancora del lavoro che sta dietro ad un gioco, in particolare ad un videogioco. Pensano sia frutto del lavoro di "gioccatolai" e nerd che non sanno fare altro nella vita, invece ci sono designer, ci sono ingegneri, ci sono anche psicologhi e addetti al marketing.
L'articolo di David Wong, basandosi a sua volta su un articolo della Microsoft, analizza la complicata struttura dei giochi online e dei comportamenti che si possono osservare nei giocatori assidui (in maniera molto semplice, non abbiate paura. In inglese). In particolare si discute della fidelizzazione del giocatore, che viene spinto, attraverso vari meccanismi, a continuare a giocare allo stesso gioco ripetendo le stesse azioni. Vuoi per sfida, vuoi per collezionismo degli oggetti virtuali, vuoi per raggiungere livelli sempre più alti e tanto altro.
Con mio fratello discutevamo che un decennio fa a nessuno importava di quante ore venissero spese davanti ad un gioco. Si comprava "la scatola" e se poi si giocava 10 ore o 10 giorni non importava a nessuno. Oggi, in particolar modo con i giochi online con abbonamento, accade il contrario: ci si interessa al tempo. Più un soggetto è spinto a giocare, più ore passerà davanti al computer, magari a fare sempre la stessa azione



Click



Dall'altra parte, invece, ci sono i giochi "usa e getta", quei giochi in cui sei spinto a continuare per la loro immediatezza e per la loro rapidità. Una volta finito il gioco, soddisfatto del risultato e poco interessato a ripeterlo, sei pronto per dire "next", innescando così una serie infinita di acquisti per riempire il tuo tempo. 
La differenza che può esserci tra un film, che ha un intervallo di tempo ben definito, in cui si deve concludere tutta la storia, ed il telefilm, che teoricamente potrebbe durare in eterno, introducendo sempre nuovi personaggi, nuovi scenari, in cui tuttavia le situazioni possono essere sempre simili tra di loro, ma allo stesso tempo diverese appunto per le introduzioni che si fanno rispetto alla storia di base e di partenza (vedi Beautiful che non ce lo leviamo più dalle scatole! Ci rendiamo conto che quel telefilm ha la mia età?!?!?!).
Ciò che spesso interrompe questo meccanismo è essenzialmente la noia, la perdita di interesse e la ricerca di una novità (l'uomo è pur sempre un sistema dinamico e non statico): se ciò che trovi ti inchioderà alla sedia per un'altra interminabile sequenza di click è secondario, ma sarà qualcosa di diverso e avrai virtualmente un nuovo scopo. Allo stesso modo una serie televisiva tirata troppo per le lunghe, che non giunge mai al dunque, può stancare facilmente e portare a cambiare canale ed a cercare qualcosa di più stimolante.

Ci si chiede anche dove sia il divertimento di questi giochi, se veramente ci piaccia fare sempre la stessa cosa, o sia la nostra testardagine a comandare, in un vortice che poi porta all'ossessione.



Inserisco la monetina, abbasso la leva e spero nella combinazione vincente.
Prima o poi dovrà succedere anche  a me!



Ma l'uomo è furbo e bisogna considerare che spesso cerca scorciatoie per continuare la propria avventura o portarla a termine (quando non tenta di barare). Quante volte i giocatori online macrano per implementare le skills dei loro personaggi senza stare davanti al computer? Quante volte si cercano le soluzioni o comandi nascosti per avere un maggior punteggio? Pian piano ci si rende conto che c'è altro nella vita e quindi o si trova una soluzione che permetta il gioco e non comporti stare seduti e fare click oppure si rinuncia, ci si disintossica. Il videogioco una nuova droga? Beh, è vero che in alcuni casi può portate ad una vera e propria dipendenza, ma è sempre difficile definire in maniera precisa questa cosa, perchè il gioco non è un singolo fattore è un intero sistema che influenza ogni soggetto in maniera differente. Personalmente ho passato due anni (forse anche 4..) a giocare a Neopet su internet e le tracce sono visibili anche sul mio blog, poi è subentrata la noia; ho passato mesi dietro al mio Ciocco su Facebook con  Pet Society, poi è arrivata la frustazione perchè non avevo abbastanza soldi per comprare tutti gli items che volevo; ho passato settimane dietro a Farmville, lì ho capito subito che non potevo passare la giornata a calcolare le ore che ci volevano per le colture del mio orto, avere tempistiche ben precise per non far marcire il tutto, andare in paranoia perchè non avevo una connessione internet che mi facesse fare il raccolto -  avrei buttato 16ore di lavoro/attesa nel cesso!! Per il momento mi tengo alla larga dai giochi online. Ho gran parte dei miei amici che ci hanno messo un bel pò a disintossicarsi da Ultima Online: prima c'era solo Ultima, il macrare, il bestemmiare contro chi ti aveva killato, il discutere con gli amministratori che si dovevano inventare nuove regole appositamente per quelle teste di rapa dei miei amici (altro che sviluppatori, rinchiudevi loro in una stanza e ti smontavano il gioco), ecc. Quel gioco ha regalato momenti unici nella loro vita, nuove amicizie, divertimento e altro, ma ad un certo punto si sono ritrovati a non riuscire più a gestire le due cose insieme: la vita reale e quella virtuale. Ma sono argomenti che è meglio non toccare, ne verrebbe fuori un poema che non giungerebbe mai ad una reale conclusione.

Cmq, ci sono parecchi spunti di riflessione, vi consiglio una lettura, anche rapida, soprattutto del primo articolo.









Lo specchio è una superficie piana lucida che permette la riflessione..di immagini, direbbe lo scienziato o il colto, ma forse, una volta tanto, potrebbe essere mezzo per un'altra riflessione. Un pò contorta, un pò delirante, non mi ritengo responsabile del fluire del mio pensiero. Potrei adottare uno stratagemma manzoniano e dire di aver trovato le parole in un manoscritto del '600, o per esser più moderna, in un qualche sperduto blog, ma risulterei poco credibile e verrei smascherata velocemente come il nostro scrittore.





Lo specchio è forse uno degli oggetti più amati ed odiati dalle donne. Quante volte controlliamo il nostro aspetto davanti ad una superficie riflettente? Quante volte aduliamo o critichiamo l'immagine che vediamo? Quante volte ci mettiamo lì davanti e ci perdiamo, rapite ed ipnotizzate da quel che vi è dentro?
Davanti ad uno specchio può avvenire di tutto: a volte lo si guarda di sfuggita, passandogli davanti distratti dall'intorno; altre volte cala il silenzio, si accendono le luci e inizia un monologo con se stessi. Siamo pubblico ed attore allo stesso tempo. Come va a finire la storia non lo sappiamo, quale sia la morale è ignota, ma siamo certi che la figura rifletta con noi: a volte ci ride in faccia, altre piange con noi, altre ancora sorride e in quel momento siamo grati e sereni davanti a quel gioco di luce.
Lo specchio sa essere un amico sincero, siamo noi che spesso non vogliamo ascoltarlo, che non siamo in grado si capire quel che ci dice riflettendo. Invece, dovremmo fermarci e ragionare come Alice: ella ammirava la stanza nello specchio e si chiedeva cosa ci fosse al di là di quell'immagine che non poteva dar per reale. Lo specchio mostrava ciò che aveva davanti, in ogni suo particolare. Nulla gli sfuggiva, ma tutto era diverso: i libri assomigliavano ai suoi, ma non erano i suoi; lei vedeva se stessa, ma non era lei.





Identifichiamo l'immagine dello specchio come altro, come estranea a noi, non corrispondente alla realtà. Invece, siamo proprio noi, incapaci tal volta di capire. Non possiamo urlargli che mente, non possiamo rimanere lì a guardare passivi un estraneo, sperando che l'immagine si modifichi da sola. Per cambiare lo specchio dobbiamo cambiare prima noi. Per ribaltare lo specchio, dobbiamo giocare al suo gioco. Lo specchio è uno degli elementi fondamentali della formazione dell'Io. Da bambini ci guardiamo riflessi e progressivamente prendiamo coscienza di noi, ci confrontiamo e ci conosciamo.
Ci sono persone che sono in grado di affrontare il proprio pubblico, senza timore di mostrare quello che sono e quello che pensano e si inchinano nel momento degli applausi soddisfatti del loro faccia a faccia con la realtà dello specchio. Ribaltano la loro immagine e ne leggono la verità nascosta. Altri si bloccano e temono il verdetto finale, si fermano a ciò che si vede prima: il buio della platea. Saranno le luci abbaglianti che non permettono di vedere nulla, o saranno le mani con cui si coprono gli occhi?
Forse bisogna sedersi un attimo e riflettere, porsi domande come Alice e attraversare lo specchio per scoprire cosa c'è al di là del suo velo scuro.

Voi riuscite a vedere cosa c'è dietro lo specchio?

Buona festa delle donne



Italia.
Il paese dell'arte.




"Oggi è domenica e il Pantheon chiude alle sei, il concerto finisce qui", annunciano il custode e l'impiegata. Mancavano quattro minuti alla fine dell'esibizione, "giusto l'ultimo movimento di Vivaldi", ma non c'è stato nulla da fare. I 500 spettatori seduti domenica scorsa ad ascoltare il quintetto russo Bach Consort sono stati letteralmente cacciati alla sala: luci spente e microfoni staccati. Il pubblico invita l'orchestra a continuare a suonare. E poi urla "vergogna, vergogna". "Avevamo organizzato il concerto per le 18 - racconta Simone Ferrari dell'associazione Iter - la richiesta della soprintendenza di anticiparlo è arrivata tardi. Abbiamo fatto di tutto per spostarlo, ma ci ha sopreso tanta fiscalità". Il video ci è stato segnalato da un nostro lettore




Il link porta anche al video dove si può osservare la buona educazione degli impiegati al Pantheon, noti appunto per essere sempre molto gentili.

Devo essere sincera e dire che avrei reagito male pure io. Va bene far rispettare le regole, ma un minimo di elasticità mentale e soprattutto buona educazione. Ci sono modi e modi per dire le cose.
Speriamo che il nostro paese non sia vittima di ulteriori figuracce, che già non se la passa bene..