Il viaggio continua.
Lasciata finalmente Palma (ce la siamo fatta da capo a capo andata e ritorno e non sarà l'unica volta) ci avviamo verso casa. Verso Buger, paesino di poche anime vicino ad Inca. Quando chiesi il motivo di tale scelta alla mia compagna (io mi sono aggregata in ritardo), mi rispose che trovare una casa per 8 persone era già dura, a prezzi accettabili peggio e poi stando in un paesino, nell'entroterra, saremmo stati costretti a girare. Inoltre, era vicino all'unico tratto autostradale dell'intera isola, che va da Palma ad Alcudia. Nulla da criticare, anzi, ottima scelta.
La casa si trova esattamente al centro del paese, dove c'è il comune. Scarichiamo le macchine e salutiamo Eva, la signora che ci ha affittato la casa (che credevamo la proprietaria, in realtà è solo l'intermediaria). La casa è grande, vecchia, nelle camere e nei salotti (tipico uso spagnolo, che c'è anche in sicilia, occupare mq per inutili salotti in stile) un arredo molto nonna, la cucina e un bagno nuovo e moderno.
Lasciata finalmente Palma (ce la siamo fatta da capo a capo andata e ritorno e non sarà l'unica volta) ci avviamo verso casa. Verso Buger, paesino di poche anime vicino ad Inca. Quando chiesi il motivo di tale scelta alla mia compagna (io mi sono aggregata in ritardo), mi rispose che trovare una casa per 8 persone era già dura, a prezzi accettabili peggio e poi stando in un paesino, nell'entroterra, saremmo stati costretti a girare. Inoltre, era vicino all'unico tratto autostradale dell'intera isola, che va da Palma ad Alcudia. Nulla da criticare, anzi, ottima scelta.
La casa si trova esattamente al centro del paese, dove c'è il comune. Scarichiamo le macchine e salutiamo Eva, la signora che ci ha affittato la casa (che credevamo la proprietaria, in realtà è solo l'intermediaria). La casa è grande, vecchia, nelle camere e nei salotti (tipico uso spagnolo, che c'è anche in sicilia, occupare mq per inutili salotti in stile) un arredo molto nonna, la cucina e un bagno nuovo e moderno.
La casa contava 5 camere da letto, due bagni (uno minuscolo, uno gigantesco che ce ne stavano due), una cucina, una taverna, un ingresso, due salotti e un pozzo. Sì, avevamo il pozzo in cucina!
Arrivati abbiamo pulito tutto. La casa non veniva usata da molto tempo di certo. Poi, abbiamo cercato un minimarket, ma non c'era. C'era solo una piccola drogheria (con tanto di signora che faceva i conti a mano, cosa che io non vedevoda quando avevo 5 anni penso), in cui abbiamo comprato il minimo per la cena e la colazione dell'indomani, ma la metà della roba era scaduta....la spesa è meglio farla nei grossi centri.
Io e le mie due compagne dormivamo all'ultimo piano, nel sottotetto. Una stanza larghissima con divano letto e tapirulan, e una più piccola con letto a una piazza e mezza stile nonna e culla. Io ho dormito lì per il resto della vacanza. La mia compagna sì è trasferita nella stanza al piano terra perchè senza doghe moriva. Forse è stato meglio così, lei tiene l'aria condizionata accesa 24ore su 24. Io non la sopporto!
Ho invidiato quella stanza. La ragazza che l'ha occupata (c'erano tende rosa, cassettiere coperte di strass..inoltre, l'abbiamo anche conosciuta, ma questa è un'altra storia) doveva essere proprio fortunata ad avere tutto quello spazio per sè. L'ho invidiata un pò meno dopo il primo giorno.
Farsi due rampe di scale con alzata 25cm per ogni gradino (e un pò di più per gli ultimi) con le gambe doloranti non è stato facile. Perchè le gambe doloranti??
Il primo giorno decidiamo di non andare troppo lontani e di esplorare la parte nord dell'isola con la penisola di Formentor.
Andateci!
La cala migliore? Cala Figuera, accessibile solo a piedi o in barca. La strada è lunga e con tante curve (ma non ai livelli di Sa Calobra, che vi narrerò). A Formentor si comincia ad essere in montagna, quindi potete capire.
Tappa obligata è stata Alcudia per trovare gli ombrelloni e un supermarket dove prendere da bere e da mangiare. Ci ha colpito il centro,all'interno delle mura, che per nostra sfortuna abbiamo visto solo da fuori, ma credo valesse una passeggiata la sera.
Parcheggiamo e vaghiamo un pò. Chiediamo indicazioni e qui troviamo il vecchietto che ci parla in mallorquin e non capiamo nulla...vediamo le persone con i sacchetti ma non capiamo subito da dove vengano. Poi, illuminazione divina (mia) e ci dirigiamo verso il supermarket, incontrando anche un negozio dove vendono gli ombrelloni (piccoli, leggeri, economici). Ne prendiamo due, forse sarebbe stato meglio tre visto quanti eravamo. Mavabeh! Anadata! 8€ cad. Poco dopo ci imbattiamo nel supermarket. Acqua, frutta (delle buonissime prugne gialle) e pane e affettati. Crudo e cotto. Non ci sono molte alterntive.
Ok. Ora siamo pronti per Cala Figuera.
Ka di testa la mia, io il tom-tom, KeyGuide in mano.
La strada è unica, indicazioni non ci sono se non quella per Cap Formentor, che è la meta finale. Per trovare le calette desiderate dovete guardare i cartelli di legno. Appaiono all'improvviso all'inizio dei sentieri. Per Cala Figuera ci sono due ingressi. Scegliete quello che preferite. Al secondo c'è anche il parcheggio. Se siete fortunati la mettete fuori, all'ombra dei pini, se no dentro sullo sterrato al sole. Attenti al sotto delle macchine. Raccogliamo tutte le nostre borse, ciabatte ai piedi, ci incamminiamo. Ci siamo noi e altre due macchine. Infatti quando arriviamo giù è praticamente vuota la spiaggia. Panorama mozzafiato dall'alto, qualcosa di incredibile. E giù è bellissimo, se riuscite ad arrivare giù. Molti rinunciano. Guardano il panorama e poi scappano. Se invece, siete audaci scendete, se siete inteligenti tenete un paio di scarpe chiuse, basse e non lisce nella vostra borsa (o macchina). Tornando a noi: ciabatte ai piedi cominciamo la discesa in mezzo ai sassi e alle piante, pian piano diviene sempre più ripida e difficile, le infradito sono l'inferno. Faccio fatica, non abituata; la mia compagna di Bergamo mi spiega come fare per non ammazzarmi. Quelli che fanno vacanze in montagna si notano. Io sono donna di pianura, massimo collina.
Trenta minuti di camminata in discesa sotto il sole, che già cominciava a picchiare (colazione abbondante, un calo di zuccheri è sconsigliato, anche perchè qui il cibo e l'acqua ve la dovete portare). Soste per foto e per ammirare il panorama, bellissimo, e desiderio sempre più forte di avere le scarpe da tennis. Ma dopo la fatica, la ricompensa. Una spiaggia di sassi bianchi, un mare trasparente e cristallino, un insenatura suggestiva. Benvenuti a Cala Figuera!
Arrivati abbiamo pulito tutto. La casa non veniva usata da molto tempo di certo. Poi, abbiamo cercato un minimarket, ma non c'era. C'era solo una piccola drogheria (con tanto di signora che faceva i conti a mano, cosa che io non vedevoda quando avevo 5 anni penso), in cui abbiamo comprato il minimo per la cena e la colazione dell'indomani, ma la metà della roba era scaduta....la spesa è meglio farla nei grossi centri.
Io e le mie due compagne dormivamo all'ultimo piano, nel sottotetto. Una stanza larghissima con divano letto e tapirulan, e una più piccola con letto a una piazza e mezza stile nonna e culla. Io ho dormito lì per il resto della vacanza. La mia compagna sì è trasferita nella stanza al piano terra perchè senza doghe moriva. Forse è stato meglio così, lei tiene l'aria condizionata accesa 24ore su 24. Io non la sopporto!
Ho invidiato quella stanza. La ragazza che l'ha occupata (c'erano tende rosa, cassettiere coperte di strass..inoltre, l'abbiamo anche conosciuta, ma questa è un'altra storia) doveva essere proprio fortunata ad avere tutto quello spazio per sè. L'ho invidiata un pò meno dopo il primo giorno.
Farsi due rampe di scale con alzata 25cm per ogni gradino (e un pò di più per gli ultimi) con le gambe doloranti non è stato facile. Perchè le gambe doloranti??
Il primo giorno decidiamo di non andare troppo lontani e di esplorare la parte nord dell'isola con la penisola di Formentor.
Andateci!
La cala migliore? Cala Figuera, accessibile solo a piedi o in barca. La strada è lunga e con tante curve (ma non ai livelli di Sa Calobra, che vi narrerò). A Formentor si comincia ad essere in montagna, quindi potete capire.
Tappa obligata è stata Alcudia per trovare gli ombrelloni e un supermarket dove prendere da bere e da mangiare. Ci ha colpito il centro,all'interno delle mura, che per nostra sfortuna abbiamo visto solo da fuori, ma credo valesse una passeggiata la sera.
Parcheggiamo e vaghiamo un pò. Chiediamo indicazioni e qui troviamo il vecchietto che ci parla in mallorquin e non capiamo nulla...vediamo le persone con i sacchetti ma non capiamo subito da dove vengano. Poi, illuminazione divina (mia) e ci dirigiamo verso il supermarket, incontrando anche un negozio dove vendono gli ombrelloni (piccoli, leggeri, economici). Ne prendiamo due, forse sarebbe stato meglio tre visto quanti eravamo. Mavabeh! Anadata! 8€ cad. Poco dopo ci imbattiamo nel supermarket. Acqua, frutta (delle buonissime prugne gialle) e pane e affettati. Crudo e cotto. Non ci sono molte alterntive.
Ok. Ora siamo pronti per Cala Figuera.
Ka di testa la mia, io il tom-tom, KeyGuide in mano.
La strada è unica, indicazioni non ci sono se non quella per Cap Formentor, che è la meta finale. Per trovare le calette desiderate dovete guardare i cartelli di legno. Appaiono all'improvviso all'inizio dei sentieri. Per Cala Figuera ci sono due ingressi. Scegliete quello che preferite. Al secondo c'è anche il parcheggio. Se siete fortunati la mettete fuori, all'ombra dei pini, se no dentro sullo sterrato al sole. Attenti al sotto delle macchine. Raccogliamo tutte le nostre borse, ciabatte ai piedi, ci incamminiamo. Ci siamo noi e altre due macchine. Infatti quando arriviamo giù è praticamente vuota la spiaggia. Panorama mozzafiato dall'alto, qualcosa di incredibile. E giù è bellissimo, se riuscite ad arrivare giù. Molti rinunciano. Guardano il panorama e poi scappano. Se invece, siete audaci scendete, se siete inteligenti tenete un paio di scarpe chiuse, basse e non lisce nella vostra borsa (o macchina). Tornando a noi: ciabatte ai piedi cominciamo la discesa in mezzo ai sassi e alle piante, pian piano diviene sempre più ripida e difficile, le infradito sono l'inferno. Faccio fatica, non abituata; la mia compagna di Bergamo mi spiega come fare per non ammazzarmi. Quelli che fanno vacanze in montagna si notano. Io sono donna di pianura, massimo collina.
Trenta minuti di camminata in discesa sotto il sole, che già cominciava a picchiare (colazione abbondante, un calo di zuccheri è sconsigliato, anche perchè qui il cibo e l'acqua ve la dovete portare). Soste per foto e per ammirare il panorama, bellissimo, e desiderio sempre più forte di avere le scarpe da tennis. Ma dopo la fatica, la ricompensa. Una spiaggia di sassi bianchi, un mare trasparente e cristallino, un insenatura suggestiva. Benvenuti a Cala Figuera!
Piccolina e accogliente, cosa volete di più dalla vita. Ci spogliamo, ci cospargiamo di creme solari. Andiamo subito a fare il bagno!!! L'acqua splendida, salata più del normale e quindi aiuta a rimanere a galla anche dove è profondo. Fresca e piena di pesci. Grazie al cielo la mia compagna di Bergamo aveva portato la maschera, che abbiamo sfruttato tutti nel corso della vacanza. C'erano delle barche, ma non davano fastidio. C'era poca gente, ne è arrivata di più nel pomeriggio, quando noi abbiamo deciso di andarcene. Anche dal basso il panorama delle scogliere era suggestivo e poi tanta bellezza e natura selvaggia il primo giorni ti fa sentire in un paradiso. Il sole dopo mezzogiorno picchia, e anche tanto. Mangiamo sotto gli ombrelloni, ricercando l'ombra, ben presto non è sufficiente. Dobbiamo andarcene, ma fare quella strada con quel sole (e quel cielo senza una nuvola) era impensabile. Ci rifugiamo sotto le roccie vicino all'acqua, lì si sta bene. Comincia ad arrivare tanta gente. Prendiamo coraggio e raccogliamo le nostre cose. Pare ci sia un'altra strada più pianeggiante, ma non si sa bene dove porti. Io e altri due decidiamo di fare la strada dell'andata (le mie scarpe da tennis, please!!!!!). Gli altri prendono la nuova strada. Arriveranno su 40 minuti dopo di noi. La strada era sì pianeggiante, ma più lunga e portava all'interno di una proprietà privata totalmente recintata con rete e filo. Per fortuna hanno trovato un cancello chiuso, ma senza il filo spinato e lo hanno scavalcato. Riunito il gruppo ripartiamo per Cap de Formentor. Altro panorama!
Tra Polenca e Cap de Formentor ci sono 20Km di curve e salite. Noi per arrivare a Cala Figuera avavamo fatto 3/4 del tragitto. Ultimo sforzo quindi fino al faro, alla punta di Maiorca.
Lungo la strada, se non siete troppo concentrati a guidare, potete ammirare il paesaggio brullo e roccioso (mi ha ricordato la zona di Ragusa e Siracusa), e fermarvi nei punti panoramici segnalati da un cartello blu con sopra il profilo di una macchina fotografiche d'epoca. Ma il miglior punto è sicuramente al faro, dove troverete le terrazze, la caffetteria e i bagni. E' meglio arrivare qui o la mattina presto o il pomeriggio sul tardi perchè il parcheggio è poco.
Ci siamo distratti e rilassati per un'oretta (i prezzi della caffetteria sono abbastanza alti, ma non c'è altra struttura, nè forma di vita, se non le capre e i turisti, nè via all'infuori di questa) e poi nuovamente giù!!!!A Cala Clara (Cala Sant Vincenc).
Lungo la strada, se non siete troppo concentrati a guidare, potete ammirare il paesaggio brullo e roccioso (mi ha ricordato la zona di Ragusa e Siracusa), e fermarvi nei punti panoramici segnalati da un cartello blu con sopra il profilo di una macchina fotografiche d'epoca. Ma il miglior punto è sicuramente al faro, dove troverete le terrazze, la caffetteria e i bagni. E' meglio arrivare qui o la mattina presto o il pomeriggio sul tardi perchè il parcheggio è poco.
Ci siamo distratti e rilassati per un'oretta (i prezzi della caffetteria sono abbastanza alti, ma non c'è altra struttura, nè forma di vita, se non le capre e i turisti, nè via all'infuori di questa) e poi nuovamente giù!!!!A Cala Clara (Cala Sant Vincenc).
Qui abbiamo trovato una spiaggia di sabbia a grani grossi.
Questo è stato il primo esempio di centro turistico e di cementificazione poco controllata della vacanza.
Cala de Sant Vencenc racchiude in sè 4 piccole calette nascoste all'ombra delle case e degli alberghi, alcuni di questi costruiti proprio sulla riva (e di pessimo gusto). Qui a differenza di Cala Figuera, selvaggia e naturale, siamo immersi in un piccolo centro abitato, con negozi e ristoranti e cemento. Ne ho approfittato subito per cercare un paio di occhiali da sole, abilmente rotti neanche atterrata a Maiorca, una maschera per uno dei ragazzi, abilmente rotta dopo 5 minuti, e delle scarpe chiuse da spiaggia. Sì, le infradito sono state bocciate. Per fortune ne ho trovate un paio (fucxia), comode, resistenti, asciugano subito e la suola rigida e spessa è l'ideale per le scalate e i fondali rocciosi (qualche difficoltà sulla roccia bagnata nelle gallerie, ma questa è un'altra cosa). Se non sapete nuotare portano molte difficoltà, quindi entrate in acqua e poi le lanciate a riva. Se invece non avete problemi tenetele pure, come ho fatto io, facendo attenzione a svuotarle quando riemergete dalle acque. La mia idea, e il ricordo della mattina, hanno convito anche gli altri a prenderle.
L'acqua era molto bella anche qui, più tranquilla e affollata. C'era anche il pedalò e l'acqua diventa profonda solo dopo un pò, per questo vi erano molte famiglie con bimbi. Abbiamo fatto un altro bagno e poi abbiamo giocato un pò a palla (comprata da me mentre cercavo gli occhiali). Fatte fuori le ultime prugne, siamo tornati alle macchine e via verso Alcudia, verso la spesa!
Non si spende molto, poi, ovviamente dipende da ciò che mangiate. Noi facevamo colazione con biscotti, succhi di frutta, caffè, nutella e un goccio di latte. A pranzo panini. A cena pasta con sugo, insalatone miste, affettati, tonno e pane. Più alcolici, succhi e cocacola per le serate casalinghe. Bonus patatine, gallette malorchine (mia scoperta, e consigliatissime. Un incrocio tra grissini e taralli. Ne facevamo fuori un pacco al giorno prima di cena). Il pane è buono, sopratutto se appena sfornato. State alla larga dalle brioche sia del super sia dei bar. Il caffè....meglio se potete prepararlo in casa. Io non ne bevo, ma già l'aspetto mi faceva capire che era un insulto all'espresso italiano (ricordiamoci che l'isola è invasa da anglosassoni, quindi i gusti sono deviati rispetto ai nostri).
Questo è stato il primo esempio di centro turistico e di cementificazione poco controllata della vacanza.
Cala de Sant Vencenc racchiude in sè 4 piccole calette nascoste all'ombra delle case e degli alberghi, alcuni di questi costruiti proprio sulla riva (e di pessimo gusto). Qui a differenza di Cala Figuera, selvaggia e naturale, siamo immersi in un piccolo centro abitato, con negozi e ristoranti e cemento. Ne ho approfittato subito per cercare un paio di occhiali da sole, abilmente rotti neanche atterrata a Maiorca, una maschera per uno dei ragazzi, abilmente rotta dopo 5 minuti, e delle scarpe chiuse da spiaggia. Sì, le infradito sono state bocciate. Per fortune ne ho trovate un paio (fucxia), comode, resistenti, asciugano subito e la suola rigida e spessa è l'ideale per le scalate e i fondali rocciosi (qualche difficoltà sulla roccia bagnata nelle gallerie, ma questa è un'altra cosa). Se non sapete nuotare portano molte difficoltà, quindi entrate in acqua e poi le lanciate a riva. Se invece non avete problemi tenetele pure, come ho fatto io, facendo attenzione a svuotarle quando riemergete dalle acque. La mia idea, e il ricordo della mattina, hanno convito anche gli altri a prenderle.
L'acqua era molto bella anche qui, più tranquilla e affollata. C'era anche il pedalò e l'acqua diventa profonda solo dopo un pò, per questo vi erano molte famiglie con bimbi. Abbiamo fatto un altro bagno e poi abbiamo giocato un pò a palla (comprata da me mentre cercavo gli occhiali). Fatte fuori le ultime prugne, siamo tornati alle macchine e via verso Alcudia, verso la spesa!
Non si spende molto, poi, ovviamente dipende da ciò che mangiate. Noi facevamo colazione con biscotti, succhi di frutta, caffè, nutella e un goccio di latte. A pranzo panini. A cena pasta con sugo, insalatone miste, affettati, tonno e pane. Più alcolici, succhi e cocacola per le serate casalinghe. Bonus patatine, gallette malorchine (mia scoperta, e consigliatissime. Un incrocio tra grissini e taralli. Ne facevamo fuori un pacco al giorno prima di cena). Il pane è buono, sopratutto se appena sfornato. State alla larga dalle brioche sia del super sia dei bar. Il caffè....meglio se potete prepararlo in casa. Io non ne bevo, ma già l'aspetto mi faceva capire che era un insulto all'espresso italiano (ricordiamoci che l'isola è invasa da anglosassoni, quindi i gusti sono deviati rispetto ai nostri).
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