Il libro "Ahlème, quasi francese" di Faiza Guene scorre via veloce, senza inciampi o momenti di noia. Alcuni passaggi sono molto carini. La speranza e la paura attraversano continuamente tutto il racconto, che appare quello di una ragazza normale se non fosse per la mancanza della cittadinanza e il conseguente problema di essere costantemente sotto l'attenzione delle autorità.
Consiglio per una lettura veloce e un pò diversa.
"...Finalmente arriviamo. Parcheggia e mi dà un bacio pudico. Vedo la fila di gente che aspetta all'ingresso, saranno un centinaio di persone. Non ho voglia di fare tutta questa coda. Non è nemmeno detto che si riesca ad entrare. E poi ho mal di piedi, mi sono messa un paio di scarpe da sera prese in negozio. Così capisco che passo le mie giornate a vendere scarpe di cattiva qualità. In fondo, anche zio Abdou è un imbroglione.
Scendendo dalla Golf di Coco sento cantare gli uccellini. Mi fa orrore sentire gli uccellini all'alba.
Coco mi fa un gesto con la mano e si allontana. E' stato carino, da parte sua, accompagnarmi fin qui. Sembrava deluso che non avessi voluto restare con lui. Ha promesso di telefonarmi domani, ma se non lo farà, pazienza. Come dice spesso Tantie: 'Bisogna baciare molti rospi prima di trovare il proprio principe.'
Mi avvicino alla gente in attesa. E' sempre la stessa, facce stanche e provate. Sono gli stranieri che vengono all'alba per prendere il posto.
Sono le sei del mattino e mi trovo davanti alla prefettura."
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