martedì 30 novembre 1999


Tornata da Londra
(ho trovato l'altra città dove potrei abitare oltre a Milano)
Bellissima!!
ma lì è già Natale.
...
Questa è un'altra storia
^^

Prima di sbizzarrirmi sui viaggi, breve post di conclusione al già citato libro "Maledetti Architetti"

Ho trovato il primo capitolo bello, interessante e ironico, ma poi l'ironia si fa meno velata e gli attacchi ripetitivi.
Su alcune idee di Wolfe sono daccordo: molta architettura del '900 (in termini moderni) non mi piace, ma devo dire che grandi architetti come Gropius, LC, Mies, ecc, hanno segnato un'era e influenzato tutto il periodo successivo.
Le loro opere sono la risposta al loro tempo e ai loro anni. Oggi si guarda altrove, rimanendo sempre legati a questi esempi.
(solo uno studente di architettura può sapere quante volte LC viene citato nell'arco di una giornata).
Io ammiro di più questi architetti dal punto di vista teorico più che pratico.
Alcuni nomi citati da Wolfe nel libro sinceramente non li conosco o li ho sentiti solo nominare: devo capire bene chi sono, ma per lo più sono uomini che hanno operato in America.

Gli" scatoloni di vetro" dell'autore a me piacciono, ma quelli moderni, quelli di oggi, che cercano di giocare con luce, forme, riflessi e di creare ambienti accoglienti sia all'interno sia all'esterno. Quelli di quegl'anni, beh, non piacciono molto neppure a me.
Il libro non è male, è veloce da leggere e anche semplice. Forse un poco di cultura arhitettonica è necessaria per quanto riguarda i nomi, ma può rappresentare un buon inizio anche per chi è digiuno della materia.

Dire che Stone e Venturi siano gli Architetti per Wolfe di quegli anni è dire poco.
Nella parte finale del libro spesso si trovano espliciti elogi ai due e critiche anche aspre verso gli architetti dei "monasteri accademici" americani, (come in tutto il libro in sostanza.).

L'uomo in bianco ha parlato in tutta franchezza e per il 60-70% di quello che ha detto condivido.

Costruire case non-borghessi, che alla fine potevano permettersi solo i borghesi
La disperazione dei committenti, avversi ai tetti piani, che sorridevano alla cattiva sorte
La ricerca del purismo estremo
Costruire case funzionali, che di funzionale non avevano nulla
....

Questa è archittettura


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