Non ho mai immaginato casa mia come una villetta o villa.
Sempre in appartamento.
Se dovessi trasformare la mia casa dei sogni (dove ormai vivo nella mia mente malata da qualche anno) in villetta, manterrebbe cmq i caratteri di un appartamento.
Ai giardini preferisco i terrazzi, ma una cosa è certa: casa mia dovrà avere stanze alte non meno di tre metri, ogni bagno dovrà avere una finestra, davanti a me in nulla o edifici bassi, la cucina dovrà essere cucina e non angolo cottura delle mie tasche, ci dovrà essere un guarda roba e se possibile un piccolo studiolo.
Se non troverò una casa così, quando progetterò un palazzo e il luogo mi piacerà, piazzerò casa mia in cima.
Il vantaggio di essere architetti.
3 commenti:
Se avessi letto il terribile libro Super-Cannes di J. G. Ballard ti passerebbe la voglia di vivere in un palazzo come quello in foto...
nono, non voglio un palazzo così. devo progettarlo io no!?
Giusto, hai ragione!
P.S.: se, quando farai Sociologia Urbana, il prof ti obbligherà a leggere un libro di Ballard, tu rifiutati in nome della libertà del lettore di poter scegliere. Trattasi di mera scusa per evitare lo scrittore più noioso di tutti i tempi: scrive romanzi terrificanti, efferati, drammatici oltremodo, in cui infila sempre il tema dei problemi sociali e delle criticità della metropoli contemporanea; il problema è che non sa scrivere affatto e persino un tema interessante viene distrutto dalla noia con cui lo tratta.
(Scusa per il mega P.S. che non c'entra nulla, ma DOVEVO sfogarmi con qualcuno...)
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